È meglio dire seno, tette o mammelle?

Un mio tweet su un esempio della “priorità variazione” dei media che inaspettatamente ha suscitato parecchie reazioni:

Tweet: “il terrore delle ripetizioni colpisce ancora: la parola tette per non usare due volte seno è del tutto fuori luogo in un contesto che richiede terminologia scientifica / tecnica”. Testo commentato: “I problemi, secondo gli ispettori, riguardano quindi soprattutto il sostegno psicologico che dovrebbe essere fornito ai minori prima che inizino un trattamento con la triptorelina. […] Farmaci come la triptorelina sono detti bloccanti della pubertà e agiscono sul sistema endocrino: fermano lo sviluppo delle mestruazioni, la crescita delle tette e dei peli, lo sviluppo dei testicoli e l’abbassamento della voce. Sono già ampiamente utilizzati per il trattamento della pubertà precoce, che avviene prima degli otto o nove anni, e anche contro il tumore al seno e alla prostata”
Fonte del testo: L’ispezione al Careggi di Firenze sui farmaci per minorenni con disforia di genere ha trovato problemiIl Post

La mia intenzione era di evidenziare il famigerato terrore delle ripetizioni, che spinge a ricorrere a sinonimi spesso inappropriati, ma vari commenti sulle parole tette e seno mi hanno fatto capire che avrei dovuto essere più precisa sul senso di contesto e specificare che la fonte dell’esempio era un testata giornalistica generalista (fa informazione rivolta a chiunque), una situazione comunicativa che richiede scelte lessicali congruenti.

Questo spazio mi consente di fare osservazioni più puntuali. In sintesi, troverete cosa si intende con varietà linguistica e perché è rilevante per la discussione, in quali contesti la parola tetta è inadeguata ed è invece preferibile seno, e infine la differenza tra parole e termini esemplificata da seno e mammella.

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Solo nei media: “evento di perdite di massa”

Una notizia tragica dagli Stati Uniti con un termine frainteso dai media italiani:

Titolo in inglese: BREAKING: Baltimore Bridge Collapses After Being Struck by Cargo Ship in Mass Casualty Event

Mass casualty incident

A Baltimora una nave cargo si è scontrata contro un ponte, che è crollato. Il sinistro è stato descritto da un portavoce dei vigili del fuoco della città come mass casualty incident, da alcuni media riportato anche come mass casualty event.

Sono termini del lessico specialistico della gestione delle emergenze (emergency management) degli Stati Uniti a cui ricorrono anche i media in caso di eventi estremi come ad es. deragliamenti, incidenti aerei, sparatorie di massa, calamità naturali. Si definisce come mass casualty incident (MCI) una situazione di emergenza con alto numero di morti e feriti gravi (casualties), di estensione tale per cui le strutture e il personale di soccorso – vigili del fuoco, sanitari, forze dell’ordine ecc. – potrebbero risultare temporaneamente insufficienti o impossibilitate a intervenire prontamente, ad es. per le distanze o perché troppo rischioso: c’è uno squilibrio tra le necessità delle vittime e le risorse disponibili per gli aiuti.

Mass casualty incident è diverso da multiple casualty incident, un’emergenza che invece è gestibile immediatamente con le risorse disponibili: ciò che distingue i due tipi di incident non è il numero di morti e feriti (casualties) ma la capacità di risposta.

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Ipervaccinazione x 3

Ha fatto notizia uno studio condotto in Germania che ha rivelato che non c’è stata alcuna conseguenza negativa per un singolo individuo tedesco vaccinato 217 volte contro il Covid.

Titolo dello studio pubblicato su The Lancet Infectious Diseases: “Adaptive immune responses are larger and functionally preserved in a hypervaccinated individual”. Frase da articolo in inglese: “it therefore appears to be the case that the hypervaccination has not damaged the immune system as such”. Titolo in italiano: “Germania, un uomo si è fatto vaccinare 217 volte contro il Covid (senza effetti collaterali). Il 62enne è stato contattato da un team di ricercatori, desiderosi di indagare sulle conseguenze immunologiche dell’ipervaccinazione”

Se ne discute ricorrendo ai termini hypervaccination / hypervaccinated in inglese, Hypervakzinierung / hypervakziniert in tedesco e ipervaccinazione / ipervaccinato in italiano. Sono internazionalismi a cui non vengono date spiegazioni: in questo contesto è chiaro che indicano un numero di dosi di vaccino estremamente superiore alla norma.

I termini risultano trasparenti perché riconosciamo subito il prefisso di origine greca iper- che nelle parole composte della terminologia scientifica significa “sopra”, “oltre” e può indicare qualità, quantità o condizioni in grado superiore al normale o anche eccessivo.

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IT-Wallet? C’è già portafoglio digitale

La terminologia fa notizia! Alcuni titoli del 15 gennaio 2024:

Accademia della Crusca, “It Wallet? Meglio chiamarlo Portafoglio It” - Gli esperti della lingua italiana: “Nome inopportuno, aggiunge un inutile anglismo alla serie già troppo numerosa che pervade la nostra vita sociale”; 2 L’Accademia della Crusca bacchetta il governo: meglio Portafoglio It; 3 Crusca, "It Wallet? Meglio Idit - Portafoglio italiano"; 4 Sos lingua italiana, ma che “Wallet”, meglio “Portafoglio IT”: dalla Crusca avviso ai naviganti e agli anglofoni incalliti

Il riferimento è a Gruppo Incipit, comunicato n. 23: Wallet? No, meglio IDIT – Il Portafoglio Italiano! (Accademia della Crusca) in cui viene criticata la scelta dello pseudoanglicismo IT Wallet con cui il governo avrebbe deciso di denominare il “portafoglio digitale che conterrà i documenti personali digitalizzati come la patente e la tessera sanitaria”.

Sono del tutto d’accordo con l’affermazione del Gruppo Incipit che “è invece utile battezzare il nuovo strumento in italiano, visto che ci si rivolge a tutti i cittadini, non solo agli esperti informatici”. È un nome inadatto alla comunicazione istituzionale, soprattutto per uno strumento che si prevede estremamente rilevante: non ci si può aspettare che tutti conoscano il significato della parola inglese wallet e della sua accezione digitale.

È anche potenzialmente ambiguo: le due lettere IT in questo caso vanno interpretate come Italian o Italy, e non Information Technology, come in inglese. Si tratta infatti dell’implementazione italiana di un progetto europeo, l’Identità digitale europea, di cui a quanto pare non si è tenuto conto nella scelta del nome:

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IA con rigurgiti: falsi amici vs pappagalli!

Spunto per una discussione sul neologismo semantico inglese regurgitation nell’ambito dell’intelligenza artificiale generativa:

tweet da Ivo Silvestro: Un dubbio per @terminologia: come traduciamo “regurgitation” (quando una IA generativa ripropone tale e quale un contenuto su cui è stata addestrata), usato ad esempio da OpenAI nella loro presa di posizione?

Il riferimento è alle accuse del New York Times che ChatGPT, prodotto di OpenAI, anziché generare contenuti ad hoc darebbe risposte che riproducono letteralmente testo da articoli del NYT protetti da copyright.

OpenAI spiega che è un bug infrequente che stanno cercando di eliminare; è un comportamento anomalo che viene descritto come regurgitation:

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C’è omicidio e omicidio

Testo originale in inglese di notizia sull’ex atleta paraolimpico sudafricano Oscar Pistorius e traduzione italiana apparsa in alcune note testate:

Testi inglese 1 e italiano 2 a fronte: 1 “Pistorius was first convicted of culpable homicide — a charge comparable to manslaughter — and sentenced to five years in prison. After appeals by prosecutors, he was ultimately found guilty of murder and had his sentence increased”; 2 “Pistorius fu inizialmente giudicato colpevole di omicidio colposo – un’accusa paragonabile a omicidio colposo - e condannato a 5 anni di prigione. Dopo gli appelli dei pubblici ministeri, alla fine è stato dichiarato colpevole di omicidio e la sua pena è stata aumentata”
(grazie a @jhack per l’esempio)

È un esempio di traduzione automatica* a cui però non è seguita nessuna revisione umana, perché altrimenti sarebbe risultato palese, anche senza testo originale, che in italiano questa spiegazione non ha alcun senso:

Pistorius fu inizialmente giudicato colpevole di omicidio colposo – un’accusa paragonabile a omicidio colposo – e condannato a 5 anni di prigione

Nel testo inglese vengono usate due espressioni diverse: il termine giuridico sudafricano culpable homicide, che potrebbe risultare non familiare a tutti i lettori anglofoni perché usato solo in alcuni ordinamenti giuridici (ad es. in Scozia), e la “spiegazione” manslaughter, che è invece il termine usato per reati paragonabili in altri paesi, come ad es. in Inghilterra, Galles e Stati Uniti. È una precisazione rilevante in inglese ma che in italiano in questo tipo di notizia non è necessaria: in una traduzione umana va eliminata.

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Falsi amici: deportation ≠ deportazione

La Corte Suprema del Regno Unito ha dichiarato illegale il piano del governo di trasportare i richiedenti asilo in Ruanda.

titolo in inglese del 15 novembre 2023: “UK’s Rwanda deportation policy ruled unlawful by Supreme Court”

La notizia è stata ripresa anche dai media italiani, in molti casi senza riconoscere i falsi amici deportation deportazione e dimostrando così conoscenze inadeguate sia linguistiche che storiche.

Foto del primo ministro britannico Rishi Sunak e titoli in italiano: 1 Inghilterra, bocciato il Piano Ruanda sulla deportazione degli immigrati; 2 Regno Unito, la Corte Suprema boccia il programma di deportazione degli immigrati.

È un errore ricorrente che ho già descritto in Trump e la “deportazione” dei clandestini [2016]. Aggiungo ora altre osservazioni per l’inglese britannico.

Deportation in inglese nel lessico dei media

La parola inglese deportation ha più accezioni ma nel contesto immigrazione indica l’espulsione di un cittadino straniero da un paese e il ritorno forzato al paese di origine.

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Long raffreddore, un nome insensato

Alcuni titoli che mettono in evidenza la superficialità nelle redazioni di molti media italiani nel riportare notizie dall’inglese:

Titoli: 1 “Non solo long-Covid, c’è anche il “long raffreddore” e può durare fino a 11 settimane; 2 Long raffreddore: cos’è, quali sono i sintomi e quanto può durare; 3 Long raffreddore, boom di casi in Italia, cos’è e perché si manifesta; 4 Non solo long-Covid, ora c’è il long-raffreddore con tosse e altri sintomi. Ma quanto dura?

Il riferimento è a uno studio della Queen Mary University (UK) che ha evidenziato che altre infezioni respiratorie acute, diverse dal Covid, possono causare la persistenza dei sintomi a lungo termine, per più di 4 settimane. Nei media di lingua inglese la sindrome è stata descritta informalmente come long cold, con un rimando esplicito a long Covid.

In Italia qualcuno (forse la redazione di La Stampa?) ha avuto la brillante idea di rendere long cold con long raffreddore, combinando un aggettivo inglese e un sostantivo italiano, e poi molti a ruota hanno seguito, senza riflettere, come purtroppo succede spesso. È una soluzione ibrida che non funziona e che dimostra scarsa attenzione ai dettagli, competenze linguistiche inadeguate e incapacità di riconoscere differenze culturali.

Long cold in inglese

Chi ha “tradotto” in italiano non ha notato che nelle notizie in inglese l’espressione viene usata al plurale, long colds, a partire dal comunicato stampa della Queen Mary University:

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Per Istat, verdure ≠ ortaggi

In una discussione sulle abitudini alimentari degli italiani ho visto queste statistiche Istat:

 “Consumo, almeno una volta al giorno, di verdure, ortaggi o frutta. Istat, 2022” con percentuali per “occupato, disoccupato, dirigente, operaio” per le tre categorie “verdure, ortaggi, frutta”

Sono rimasta colpita dalla distinzione tra verdure e ortaggi perché normalmente facciamo riferimento al consumo di frutta e verdura, senza ricorrere a ulteriori categorie, e perché nell’uso comune verdure e ortaggi sono parole intercambiabili.  

Ho subito pensato che nel contesto specialistico delle indagini multiscopo sulla vita quotidiana condotte dall’Istat, verdure e ortaggi fossero due “etichette” a cui con un processo di terminologizzazione è stato attribuito un significato che si discosta da quello del lessico comune.

Per averne conferma ho confrontato varie informazioni che riporto anche qui perché ritengo siano un esempio utile del tipo di dettagli a cui si presta attenzione nel lavoro terminologico. Per chi non ha interesse per questo tipo di particolari, questa è una sintesi delle differenze riscontrate che ho rappresentato con due elementari sistemi concettuali di tipo gerarchico:

grafico con sintesi dei due diversi sistemi concettuali in uso comune e per Istat
(nel grafico sono rappresentati i concetti; alla fine del post un altro grafico con i termini Istat corrispondenti)

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Titan: sottomarino o sommergibile?

Titoli della stessa notizia: 1 Titanic, disperso un SOTTOMARINO di turisti in visita al relitto, restano 70-96 ore d’ossigeno; 2 Un SOMMERGIBILE che porta turisti sul relitto del Titanic è scomparso nell’Atlantico; 3 La maledizione del Titanic, sparito batiscafo di turisti nell’Atlantico

Le parole sottomarino, sommergibile e batiscafo sono usate interscambiabilmente nelle notizie italiane su Titan, un mezzo navale con 5 persone a bordo disperso al largo del relitto del Titanic. Nelle notizie in inglese vengono usati sia submarine che submersible (meno comune submergible) ma OceanGate, la società che opera Titan, lo descrive unicamente come submersible, abbreviato anche in sub

È un ambito a me sconosciuto ma so che la sinonimia perfetta è rarissima e quindi ho cercato di capire quali siano le differenze tra i nomi usati. Ho scoperto così che le caratteristiche distintive di parole che nelle due lingue appaiono corrispondenti in realtà non coincidono.

Sommergibile vs sottomarino

In italiano, per il Vocabolario Zingarelli ciò che distingue sommergibile e sottomarino è dove e come avviene la navigazione:

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Il Portale linguistico Microsoft sarà deprecato?

Aggiornamento ottobre 2023 – Le risorse terminologiche descritte qui sotto sono ancora disponibili ma con un’altra interfaccia, meno intuitiva, e in un altro sito a cui si viene reindirizzati automaticamente.


Il Portale Linguistico Microsoft è una risorsa gratuita consultata spesso da traduttori e da chi si occupa di localizzazione anche in ambiti diversi da Microsoft. Una novità che sta facendo discutere è il messaggio che viene visualizzato se si accede al portale con impostazioni in inglese (per ora non nelle altre lingue):

testo: Terminology Research Portal will be deprecated by June FY’23. Please direct all UI string related queries to respective product teams

Non è chiaro se la decisione riguardi tutto il portale, che però si chiama Language Portal (e offre varie opzioni come guide di stile e altre informazioni), o se con Terminology Research Portal si intenda solo l’interfaccia per la ricerca terminologica, che dà accesso a due diversi tipi di risorse per l’inglese e l’altra lingua selezionata:

  1. Microsoft Terminology Collection, che restituisce voci del database terminologico Microsoft con definizioni;
  2. Translations in Microsoft Products, che restituisce stringhe localizzate dell’interfaccia utente (UI) dei prodotti Microsoft.

La seconda parte del messaggio cita esplicitamente UI related queries e potrebbe far ritenere che si tratti solo di 2, ma non c’è modo di richiedere ulteriori informazioni.

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Comitato per la promozione dell’italiano: solo supereroi con superpoteri!

immagine di targa con dicitura Comitato per la tutela, la promozione e la valorizzazione della lingua italiana

Ritorno sulla discussa proposta di legge per la tutela, la promozione e la valorizzazione della lingua italiana per alcune considerazioni sull’articolo 7, che è l’unica vera novità rispetto alla proposta di legge del 2018.

L’istituzione del Comitato per la tutela, la promozione e la valorizzazione della lingua italiana sostituisce l’istituzione del Consiglio superiore della lingua italiana (di cui si discuteva già da anni), ma mantiene la stessa funzione: “organismo di ausilio al Governo nazionale, in cui la componente politica e quella culturale e accademica possano confrontarsi nell’ambito delle rispettive competenze”. Dubito però che chi ha redatto la proposta di legge abbia considerato le implicazioni pratiche di un organismo del genere.

Composizione del Comitato

La prima parte dell’art. 7 riguarda l’istituzione del Comitato, che è composto da 12 membri:

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Le regioni swing sono viola

Carta dell’Italia divisa in regioni colorate diversamente: 1 Roccaforti blu – ha sempre vinto il CDX; Roccaforti rosse – ha sempre vinto il CSX; 3 Ex roccaforti rosse (lilla) – ha sempre vinto il CSX, tranne alle ultime regionali in cui ha vinto il CDX; 4 Regioni swing (viola) a volte ha vinto il CDX e altre il CSX; 5 Regni degli autonomisti (grigio) – forte peso dei partiti autonomisti e assenza di elezione diretta del Presidente

Nell’infografica di @you_trend sulle elezioni regionali colpisce la scelta di descrivere come regioni swing quelle in cui finora hanno vinto a volte i partiti di centrosinistra e altre i partiti di centrodestra.

La parola swing è usata in italiano con accezioni musicali e sportive che però in questo contesto sono irrilevanti. Si dovrebbe comprendere il senso di regione swing se si ha familiarità con la politica statunitense, come ha indicato* chi ha optato per questa espressione. Per me però è un neologismo poco trasparente e formato in modo improprio.

Swing state negli Stati Uniti

Nel contesto bipartitico delle elezioni presidenziali  americane, uno swing state è uno stato dove è difficile prevedere quale candidato conquisterà i grandi elettori a disposizione per quello stato, in quanto le percentuali di votanti sono simili per entrambi i partiti. Swing comunica l’idea di oscillazione, di spostamento tra due estremi, e gli swing state hanno spesso un ruolo cruciale nel determinare chi sarà il presidente.

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L’inspiegata fase endemica del Covid-19

Foto e parole del ministro della Salute del primo dicembre: “per quel che riguarda il Covid-19 oggi siamo in un momento di fase endemica”. Testo dal bollettino Covid del 2 dicembre: Stabile l’incidenza settimanale a livello nazionale: 386 ogni 100.000 abitanti. L’Rt è a 1,14, in aumento rispetto alla settimana precedente, ancora sopra la soglia epidemica. Tendono a salire anche il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva (3,2%), e in aree mediche (13,3%), che restano al di sotto della soglia di criticità e congestione delle strutture sanitarie

1 dicembre 2022: durante la presentazione di una campagna di comunicazione sui vaccini il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha dichiarato “per quel che riguarda il Covid-19 oggi siamo in un momento di fase endemica” e poi ha aggiunto “siamo moderatamente ottimisti che dopo quasi 3 anni la pandemia sia in una fase diversa”.

2 dicembre 2022: nella sintesi del più recente monitoraggio settimanale Covid-19 pubblicato dal Ministero della Salute si legge che al momento “l’Rt è a 1,14, in aumento rispetto alla settimana precedente, ancora sopra la soglia epidemica”. Gli altri dati disponibili rivelano che sono in aumento anche i ricoveri e i decessi e al momento tre regioni sono classificate a rischio alto.

Sono informazioni contradditorie? A me sembrerebbe di sì ma non mi pare che nei media siano stati messi in relazione i dati del monitoraggio con le affermazioni del ministro e rilevate eventuali incongruenze.

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Da dove arrivano ronna e ronto e quetta e quecto

È di fine novembre 2022 la notizia che sono stati ufficialmente aggiunti quattro nuovi prefissi al Sistema internazionale di unità di misura:

Tabella in cui sono indicati fattore di moltiplicazione, nome e simbolo dei nuovi prefissi: 27 ronna (R); –27 ronto (r); 30 quetta (Q); –30 quecto (q)

I prefissi ronna (1027) e quetta (1030) serviranno a rappresentare quantità estremamente grandi, in particolare di dati, mentre ronto (10-27) e quecto (10-30) potrebbero essere usati per quantità estremamente piccole. Esempi che danno un’idea dell’ordine di grandezza: la Terra pesa circa un ronnagrammo e la massa dell’elettrone è circa un quectogrammo.

Origine dei nomi

I nomi appaiono insoliti ma sono il risultato di anni di lavoro e seguono criteri di denominazione precisi, familiari a chi si occupa di terminologia. Sono sintetizzati in How Many Yottabytes in a Quettabyte? Extreme Numbers Get New Names, un articolo di Nature che riporta un’intervista al metrologo Richard Brown.

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