Inglese farlocco: la ciclabile Beats

Titolo: “A Milano arriva la maxi ciclabile Beats: 6 chilometri per collegare 38 scuole da Lima ai Navigli”

Prendo spunto dalla notiziola di una nuova pista ciclabile a Milano – andrà da piazza Lima, zona est, ai Navigli, zona sud – per sfidare chiunque non abbia già informazioni a indovinare a cosa faccia riferimento il nome Beats.

No, nulla a che vedere con pulsazioni, battiti, colpi ritmati o altre associazioni sonore potenzialmente evocate dalla parola inglese beat. Si tratta invece di un acronimo, a quanto pare ideato all’interno del Comune di Milano per un concorso internazionale (cfr. delibera) e che nelle intenzioni di chi l’ha pensato dovrebbe essere descrittivo del percorso della ciclabile.

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Intelligenza artificiale in breve: IA o AI?

È iniziata la stagione delle parole dell’anno e il dizionario britannico Collins per il 2023 ha scelto AI, acronimo di artificial intelligence:

Immagine con definizione: AI, “abbreviation for artificial intelligence: the modelling of human mental functions by computer programs”

Un’AI e due artificial intelligence

La definizione usata per la parola dell’anno (immagine qui sopra) evidenzia una peculiarità dell’abbreviazione AI che nell’uso contemporaneo la differenzia dalla forma estesa: è usata quasi esclusivamente solo in una delle due accezioni che invece ha la locuzione artificial intelligence, qui nelle definizioni di Collins Dictionary* online:

1 the modelling of human mental functions by computer programs  

2 the study of this

Il significato prevalente e più recente di artificial intelligence, 1, indica la riproduzione e l’imitazione di funzioni mentali umane da parte di sistemi informatici, un insieme di funzionalità, procedure e prestazioni. È questa accezione che nella forma abbreviata AI è stata scelta come parola dell’anno.

L’espressione artificial intelligence nasce però nel 1956 con un altro significato, inizialmente unico, 2, di disciplina, settore di studio e di ricerca che si occupa di 1. A quanto pare per questa accezione si ricorre sempre meno all’acronimo AI, ormai associato per lo più a 1.

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Cosa sono SLAPP e cyberSLAPP

Immagini: 1 uomo imbavagliato con scritta “strategic lawsuits against public participation (slapps) are a serious threat to democracy and free speech” (fonte: Commissione europea); 2 disegno di uomo schiaffeggiato da mano che esce da telefono con titolo “Slapp! Uno schiaffo alla libertà di espressione che va proibito (fonte: thegoodlobby.it); 3 testo “Ormai è evidente su scala europea l’utilizzo delle querele a scopo di intimidazione della libera stampa: a livello internazionale le querele bavaglio hanno anche un nome, slapp, sberle” (fonte: C.d.R. Domani)

Ho notato varie occorrenze del termine legale americano SLAPP anche nei media italiani, in riferimento alle sempre più numerose querele di istituzioni e politici contro giornalisti e privati cittadini che esprimono opinioni negative nei loro confronti.

SLAPP è l’acronimo di Strategic Lawsuit Against Public Participation (“azione legale strategica tesa a bloccare la partecipazione pubblica”). È un internazionalismo, usato in più lingue europee per identificare un particolare tipo di azione legale promossa da soggetti influenti che la Commissione europea descrive come “forma di molestia messa in atto principalmente nei confronti di giornalisti e difensori dei diritti umani per prevenire o penalizzare chi si esprime su questioni di interesse pubblico” (cfr. anche definizione IATE).

Immagine con titolo di comunicato stampa della Commissione europea di aprile 2022: La Commissione combatte le azioni legali abusive contro i giornalisti e i difensori dei diritti umani (“azioni bavaglio” o SLAPP)

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Abbreviazioni inglesi: +ve e -ve

Esempi di due abbreviazioni informali inglesi spesso usate nelle discussioni sui contagi da COVID-19:

Immagine di test rapidi ed esempi: 1 Did you test +ve?; 2 LFTs miss 25-30% of +ves; 3 A LFT is important for surveillance but still gives false +ves; 4 A –vs LFT is not an assurance that the person is COVID-free; 5 a lot of hospitality businesses require a proof of –ve test and vaccination; 6 came in contact with covid +ve person
LFT = Lateral Flow Test (test rapido)

Dal contesto è chiaro che +ve è l’abbreviazione di positive mentre –ve sta per negative, e che entrambe possono essere usate sia come aggettivo che come sostantivo per indicare esiti dei tamponi, contagi e contagiati. 

La peculiarità di questo tipo di abbreviazione è che normalmente i segni + e – vengono letti plus e minus quando sono associati a lettere (ad es. in valutazioni come AA-) o a nomi (ad es. Google+), e di solito seguono e non precedono le lettere o parole. Le due parole “ibride” +ve eve vengono quindi lette correttamente solo se si sa già cosa rappresentano.

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Dalla fisica ai “mormorii” di storni

tweet di @NobelPrize: “How do patterns arise in a murmuration of thousands of starlings? 2021 physics laureate Giorgio Parisi’s research has explained this complex phenomena. See the starlings in action and learn more”

La notizia del premio Nobel per la fisica a Giorgio Parisi ha fatto conoscere vari aspetti degli altri ambiti di ricerca dello scienziato. Qualche anno fa, ad esempio, ha supervisionato il progetto europeo interdisciplinare STARFLAG che ha identificato modelli e regole che determinano il volo degli stormi di storni: sono un esempio di comportamento collettivo autorganizzato* riscontrabile sotto altre forme anche in ambiti umani, ad es. in alcuni fenomeni economici e sociali.

foto di Sturnus vulgaris

Il nome del progetto mi dà lo spunto per alcune divagazioni lessicali che non c’entrano nulla con le motivazioni per il Nobel ma sono accomunate da rimandi allo Sturnus vulgaris, uccello nero macchiettato di colori chiari, con piumaggio spesso iridescente, che è sempre più numeroso nei cieli cittadini in autunno, in particolare a Roma.

Storni, stormi e starling

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GAFAM, acronimo figurato

Sarei curiosa di sapere se ha un nome questo tipo di immagine:

Titolo notizia: EU states back plan to expose big companies’ tax avoidance. Immagine: logo di Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft

Illustra un articolo di The Guardian sull’elusione fiscale e sono immediatamente riconoscibili i logo di cinque multinazionali tecnologiche. La loro sequenza rappresenta anche un acronimo “figurato” altrettanto riconoscibile, GAFAM.

GAFAM è formato dalle iniziali di Google, Apple, Facebook, Amazon e Microsoft, in italiano meglio note con il nome più generico di Big Tech. Viene usato in particolare in riferimento a questioni fiscali, di privacy, di gestione dei dati e di oligopolio, spesso con connotazioni negative.

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Fase 2 FAQ per italiani (con caro defunto)

Tweet del 2 maggio dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri:

tweet di Palazzo Chigi: Online sul sito del Governo le FAQ relative alle misure in vigore dal 4 maggio

Notizia dello stesso giorno sul sito del Ministero della Salute:

titolo notizia del Ministero della Salute: On line le nuove faq del Governo sulla fase 2

Anche i media hanno rilanciato la notizia usando l’anglicismo FAQ, nonostante il documento in questione abbia un altro titolo, “Fase 2” – Domande frequenti sulle misure adottate dal Governo. È un’incongruenza che penalizza la comunicazione e mostra scarsa attenzione agli interlocutori.

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FUD, da paura!

Esempi di marchi: stritFUD, Gente del FUD, Radio FUD, SUD ‘N’ FUD, STRIT FUD la traduzione italiana del gusto

Nel mondo della ristorazione veloce si notano spesso nomi di attività o eventi per i quali sono usate parole inglesi del lessico di base che, con intento spiritoso, vengono scritte come si pronunciano in italiano. È un esempio di assimilazione grafica già descritto in Da Halloween ad Allouìn.

Una parola ricorrente è FUD per food ma dubito che chi la usa sappia che in inglese FUD è un acronimo con un significato negativo preciso: sta per Fear, Uncertainty and Doubt.

FUD, dal marketing alla propaganda

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COVID-19 non è il virus ma la malattia!

Alcuni titoli dell’11 febbraio 2020:

Immagine di coronavirus ed esempi di titoli:  Il coronavirus si chiama Covid-19; Il nuovo coronavirus ora ha un nome ufficiale: Covid-19; Oms: “Abbiamo un nome per Coronavirus, Covid-19”

Per molti media italiani l’Organizzazione Mondiale della Sanità avrebbe annunciato il nome ufficiale del coronavirus responsabile dell’epidemia in corso in Cina: COVID-19.

Hanno preso una cantonata: il virus ha già due nomi ufficiali, coronavirus 2019-nCoV (usato finora da OMS e media) e SARS-CoV-2 (nuovo nome usato dai virologi di ICTV)*. Quello annunciato l’11 febbraio dal direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, è il nome della malattia causata dal virus. Nel nome COVID-19 la lettera d sta infatti per disease, malattia, morbo o infezione.

C’è quindi da chiedersi quanto siano affidabili le notizie date da chi fraintende informazioni così semplici come il testo inglese del tweet dell’OMS (e viene in mente il concetto di infodemia):

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Daspare, un verbo per tifosi violenti

La Roma daspa il tifoso, il premier Conte: “Fuori a vita chi insulta”. Insulti razzisti a Jesus, il Premier appoggia la Roma che ha daspato a vita il personaggio

Fino a qualche giorno fa ignoravo l’esistenza del verbo daspare, “sanzionare con un daspo”, la misura di prevenzione che vieta l’accesso a stadi e altri luoghi di manifestazioni sportive a soggetti che hanno dimostrato comportamenti violenti.

Non si tratta però di un neologismo recente: il Vocabolario Devoto-Oli fa risalire la prima occorrenza del verbo al 2011. In contemporanea è apparso anche il sostantivo daspato (esempio: incontro tra i daspati e gli avvocati difensori).   

Neoformazioni deacronimiche

Daspare è una parola ben formata, del tutto compatibile con le strutture morfologiche dell’italiano. L’aspetto che la rende interessante è che deriva da un acronimo (daspoDivieto di Accedere a manifestazioni SPOrtive).

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Hooyah!!! E se lo dicono i Navy SEAL…

Hooyah! Mission accomplished (esempi di uso e vignette)

Chi ha seguito il salvataggio dei ragazzini intrappolati nella grotta thailandese avrà sicuramente visto più volte l’esclamazione hooyah!

Inizialmente è stata usata per sottolineato l’evoluzione positiva dell’operazione negli aggiornamenti dei Thai Navy SEAL, le forze speciali della marina thailandese, ed è stata subito adottata anche dai media e nei social: esempi in ‘Hooyah!’: how the Thai rescuers’ catchcry became a global phenomenon.

Origine di hooyah

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Sui social: TDS e TSO

Se avete seguito le notizie sulla visita del presidente francese Macron alla Casa Bianca probabilmente avrete visto le ironie sui tentativi di Donald Trump di prendere la mano della moglie Melania a una cerimonia ufficiale, uno dei tanti episodi su cui poi si scatenano social media e comici americani.

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IKEA e brugola, un binomio internazionale!

vignetta con brugola alata, con scritta IKEA, che vola in cielo
vignetta: Kostas Koufogiorgos 

La scomparsa del fondatore dell’IKEA, Ingvar Kamprad, è stata commentata sui social con riferimenti ricorrenti alla brugola, lo strumento a forma di L con le estremità esagonali che è raffigurato nella vignetta. È così familiare a tutti quelli che hanno montato mobili IKEA che è diventato un simbolo informale dell’azienda svedese. Qualche esempio visto su Twitter:

esempi di tweet: “Ikea, morto il fondatore Ingvar Kamprad. Al posto della croce una #brugola” “Kamprad […] andrà nel Paradiso della Brugola” “Nel testamento le istruzioni per la costruzione della bara e una brugola”  “Ma per montare la bara quale brugola dovrà usare?”

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Italiani che usano aka a caso

L’abbreviazione inglese aka (o a.k.a.), pronunciata /eɪkeɪˈeɪ/, sta per also known as e come l’avverbio alias in italiano si usa tra il nome reale di una persona e lo pseudonimo, il nome d’arte o il soprannome con cui è conosciuta, ad es. Paul Hewson aka Bono. Si può usare anche per nomi alternativi di cose, ad es. football aka soccer (noi diremmo noto anche come oppure semplicemente o).

Aka è un anglicismo di cui non c’è alcuna necessità in italiano ma viene usato comunque, spesso a sproposito. Esempi di uso improprio da una ricerca ristretta a notizie nei media:

cristallo di ghiaccio aka fiocco di neve

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