Parole del 2023: aridificazione, policrisi…

Illustrazione di Leif Parsons con le parole aridification, poverty, polycrisis, zero-dose children, traveller surveillance

Nei media anglofoni sono ricorrenti le raccolte di parole ritenute rappresentative di un particolare periodo, non solo per l’anno appena trascorso ma anche per quello nuovo.

Un esempio recente è A guide to 9 global buzzwords for 2023, from ‘polycrisis’ to ‘zero-dose children’ (NPR) che identifica alcune parole che rappresentano concetti legati a crisi ed emergenze globali – climatiche, economiche e sanitarie – di cui molto probabilmente sentiremo discutere anche in Italia.

Tra le parole scelte ce ne sono varie in uso da tempo e che hanno già un equivalente in italiano:

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In inglese, palle di neve figurate

striscia con Charlie Brown che lancia una palla di neve a Snoopy che però scappa impaurito perché fa effetto valanga

striscia di neve con Calvin che fa rotolare una palla di neve che aumenta di dimensioni e travolge un altro bambino

Queste due vecchie strisce dei Peanuts e di Calvin and Hobbes mostrano cosa succede a una palla di neve che rotola in discesa: aumenta rapidamente di volume e di velocità.

In inglese queste caratteristiche sono usate anche in senso figurato: snowball è un verbo che si associa a qualcosa di dimensioni ridotte che in poco tempo e sempre più velocemente cresce, si intensifica o acquisisce importanza, complessità o criticità,  spesso senza controllo. Il processo prende il nome di snowball effect e può essere usato sia con connotazioni positive che negative.

Esempi d’uso: anti-government protests are snowballing across the countrythe investigation snowballed and has since led to several arrests • the interviews had a snowball effect on the sales of his book.

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Quante volte…? Sì!

Foto di Venezia e frasi di esempio: “Quanto è romantica Venezia da 1 a 10? Sì”; “Quante volte hai visto questo video? Sì”: “Quanti gelati si possono mangiare in un giorno? Io: sì”; “Napoli quanti gol vuoi fare alla Juve? Sì!”

Questi esempi illustrano un uso particolare di domanda e risposta, molto informale e tipico dei social, che ricalca un modello inglese altrettanto colloquiale:

How much do you like spicy food?
Yes

“How many times have you watched it?”
Me: “Yes

Consiste nel rispondere con yes in inglese, e di conseguenza in italiano, a una frase interrogativa che invece non prevede questo tipo di risposta. In questo uso yes e non funzionano come affermazioni ma come avverbi di quantità con un nuovo significato simile a “moltissimo”, “tantissimo”, o in alternativa “in grande misura”, “il massimo” ecc.

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Giochi di parole regali: heir and spare

I media italiani non si fanno mai sfuggire notizie e notiziole sulla famiglia reale britannica, e ora non ci risparmiano gli aggiornamenti sul discusso libro del principe Harry, Spare, in italiano sottotitolato Il minore.

copertina del libro SPARE e testo descrittivo: Harry recounts the story of how his father, now King Charles, supposedly said to his wife, Princess Diana, on the day of Harry’s birth: “Wonderful! Now you’ve given me an heir and a spare – my work is done”

Per curiosità ho cercato qualche spiegazione italiana per il titolo Spare e per la citatissima frase che avrebbe detto l’allora principe Carlo alla nascita del secondogenito (immagine qui sopra). Volevo vedere se fosse stato riconosciuto un modo di dire informale che riguarda la successione dinastica, an heir and a spare, di cui esistono anche le forme alternative the heir and the spare e a spare to the heir.

Risale alla fine del XIX secolo* ed è un gioco di parole che sfrutta la rima tra heir /(r)/  e  spare /sp(r)/, forse non del tutto riconoscibile per parlanti non nativi (ennesimo esempio dell’imprevedibilità dell’ortografia inglese: heir, “erede”, è omofono di air e la h è muta!).

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E Babbo Natale… muto!

vignetta di Fabio Manasciutti con vari babbi natale appesi a finestre e cornicioni e Batman che dice a Robin è finita la pacchia. Commento alla vignetta: santa climbs
Vignetta e tweet di Fabio Manasciutti

Prendo spunto dal gioco di parole su Babbo Natale che si arrampica, Santa Claus – Santa climbs, per ricordare che nella pronuncia inglese della parola climb /klaɪm/ la consonante b è muta (silent b).

È una peculiarità di cui non tiene conto la pronuncia italiana adattata dell’anglicismo free climbing: noi diciamo /ˌfriˈklaimbiŋɡ/, in inglese invece si dice /ˈfriː klaɪmɪŋ/ (si possono notare anche altre differenze, tra cui l’accento principale, indicato dal segno ˈ, su sillabe diverse).

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I falsi amici del “goblin mode”


Immagine che illustra “goblin mode” con persona trasandata che guarda il telefono in letto sfatto, circondata da avanzi di cibo e sporcizia. Ttoli: 1 Oxford Dictionaries names “goblin mode” its word of the year: 2 Goblin mode è la parola dell’anno per Oxford English Dictionary; 3 Goblin mode: la moda del fare schifo è la parola dell’anno

Con varie imprecisioni anche i media italiani hanno riportato la notizia che per la casa editrice britannica Oxford University Press la parola dell’anno 2022 per il mondo anglofono è goblin mode, come descritto in Oxford Word of the Year 2022.

definizione da OUP: ‘Goblin mode’ – a slang term, often used in the expressions ‘in goblin mode’ or ‘to go goblin mode’ – is ‘a type of behaviour which is unapologetically self-indulgent, lazy, slovenly, or greedy, typically in a way that rejects social norms or expectations.’

Goblin mode è un’espressione molto informale che ricorre all’uso figurato colloquiale della parola goblin: una persona asociale, inselvatichita, inzotichita, un orso. Non va quindi interpretata letteralmente nell’accezione familiare agli appassionati del genere fantasy per i quali il goblin è una creatura umanoide grottesca, dall’aspetto mostruoso e da modi e atteggiamenti come minimo sgradevoli.

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Da dove arrivano ronna e ronto e quetta e quecto

È di fine novembre 2022 la notizia che sono stati ufficialmente aggiunti quattro nuovi prefissi al Sistema internazionale di unità di misura:

Tabella in cui sono indicati fattore di moltiplicazione, nome e simbolo dei nuovi prefissi: 27 ronna (R); –27 ronto (r); 30 quetta (Q); –30 quecto (q)

I prefissi ronna (1027) e quetta (1030) serviranno a rappresentare quantità estremamente grandi, in particolare di dati, mentre ronto (10-27) e quecto (10-30) potrebbero essere usati per quantità estremamente piccole. Esempi che danno un’idea dell’ordine di grandezza: la Terra pesa circa un ronnagrammo e la massa dell’elettrone è circa un quectogrammo.

Origine dei nomi

I nomi appaiono insoliti ma sono il risultato di anni di lavoro e seguono criteri di denominazione precisi, familiari a chi si occupa di terminologia. Sono sintetizzati in How Many Yottabytes in a Quettabyte? Extreme Numbers Get New Names, un articolo di Nature che riporta un’intervista al metrologo Richard Brown.

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Sportswashing in Qatar: non è una “ripulita”

immagine di Collins Dictionary di attività sportive con sullo sfondo uno stadio e lavoratori, e la definizione in inglese di sportswashing: the promotion of sporting events to distract attention from a controversial activity
immagine:
Collins Dictionary

Tra le parole dell’anno 2022 scelte dal vocabolario britannico Collins Dictionary c’è anche sportswashing, ricorrente in relazione ai discussi mondiali di calcio in Qatar. Aveva già avuto rilievo anche nel 2018 per i mondiali di calcio in Russia e in entrambe le occasioni è poi apparsa anche nei media italiani.

Sportswashing descrive l’uso di un evento sportivo di rilevanza globale per migliorare l’immagine e la reputazione di un paese. In italiano l’operazione viene spesso spiegata erroneamente come una ripulita o un lavaggio ma si tratta invece di una metaforica “riverniciata” che distrae l’attenzione e copre e nasconde problemi di fondo che rimangono irrisolti, come mancanza di giustizia sociale e violazioni dei diritti umani.

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A Milano si potrà “ispirare la propria mentee”

Dalla descrizione del progetto Mentorship Milano rivolto a giovani donne dai 16 ai 25 anni:

Testo: l’obiettivo che il Comune di Milano punta a raggiungere con l’iniziativa di mentoring al femminile è quello di supportare l’empowerment delle giovani donne, assegnando loro una figura senior che, nella veste di mentor possa ispirare la propria mentee, incoraggiarne l’ambizione e la leadership, supportarla nella valorizzazione delle proprie inclinazioni e attitudini.

Gli unici requisiti per partecipare al progetto sono l’età ed essere residenti o domiciliate nel Comune di Milano per studio e/o lavoro. Non sono richieste competenze specifiche di alcun tipo, quindi è un pubblico di riferimento molto ampio.

Eppure chi ha definito il progetto pare dia per scontato che le parole chiave mentoring, mentor e mentee e altri anglicismi e calchi tipici del lessico aziendale facciano già parte del vocabolario di tutte le potenziali partecipanti, e quindi non ne viene data alcuna spiegazione.

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Giochi di parole incompresi: Let that sink in!

Ennesimo esempio di traduzioni inadeguate nei media italiani, stavolta per un tweet che ha avuto molta visibilità. Il 26 ottobre 2022 Elon Musk ha preannunciato la conclusione dell’acquisizione di Twitter con un gesto plateale. Si è presentato nella sede principale (headquarters, HQ) di Twitter con un lavandino (sink) per inscenare un noto meme che è anche un gioco di parole:

immagine del tweet di Musk con video e parole Entering Twitter HE - let that sink in!

La frase informale let that sink in! è un’esortazione che si usa subito dopo aver fatto un’affermazione rilevante, sorprendente o che avrà ripercussioni: segnala che va considerata con molta attenzione per capirne a fondo le conseguenze.

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Falsi amici dietro al podio

Al suo esordio il nuovo primo ministro britannico Rishi Sunak ha fatto le dichiarazioni di rito davanti al numero 10 di Downing Street, come chi l’ha preceduto, e c’è chi ha notato qualche differenza:

Stessa foto davanti a Downing Street degli ultimi 6 primi ministri del Regno Unito, ciascuno con un leggio diverso, con il commento“uk single handedly keeping the podium industry afloat, 6 designs since 2010”

Questa battuta sul Regno Unito che da solo tiene in piedi (“a galla”) la podium industry mi dà lo spunto per evidenziare un potenziale falso amico.

In inglese si chiama podium non solo il podio (palco per oratori, piattaforma per direttori di orchestra, struttura a tre livelli per premiazioni ecc.) ma anche il leggìo. Chi non conosce la differenza rischia di produrre traduzioni inadeguate come “in piedi dietro al podio, intento a tenere un discorso, che evoca tutt’altra immagine.

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Omnishambles: il caos della politica inglese

Titoli di media britannici del 20 ottobre 2022: “Utter chaos, government on the brink”; “Braverman exit rocks Government on day of chaos at Westminster”; Suella Braverman quits and vote chaos add to turmoil for the PM”; Liz Truss on the birnk after day of unprecedented chaos”

Nei media britannici la parola più usata per descrivere la situazione politica di ottobre 2022 è chaos: ieri 19 ottobre dimissioni della ministra dell’interno Braverman e alterchi tra deputati conservatori. Aggiornamento: oggi anche Liz Truss ha dato le dimissioni.

Nell’inglese informale dei social invece molti optano per il sostantivo omnishambles o per l’aggettivo omnishambolic, parole usate soprattutto in politica per descrivere una situazione disastrosa, gestita malissimo e in cui sono stati fatti molti errori.

Omnishambles

L’origine è recente: omnishambles è un neologismo usato per la prima volta nel 2009 in The Thick of It, serie televisiva satirica sulla politica britannica. Grazie al leader partito laburista Ed Miliband l’espressione aveva poi acquisito visibilità, tanto da apparire negli elenchi di parole dell’anno del 2012.

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Contro il Van Gogh era zuppa di pomodoro?

Notizia dall’Inghilterra del 14 ottobre 2022: 

Titolo in inglese: Climate Activists Throw Tomato Soup on Vincent Van Gogh’s Sunflowers at London’s National Gallery. Titoli italiani: 1 Londra, militanti ecologisti lanciano la zuppa di pomodoro contro il quadro Girasoli di Van Gogh; 2 Deturpato con una zuppa al pomodoro il dipinto di Van Gogh i Girasoli; 3 Ecologisti hanno lanciato zuppa di pomodoro su celebre quadro di Van Gogh

Alla National Gallery due attiviste hanno lanciato il contenuto di lattine di Heinz Tomato Soup contro un quadro di Van Gogh (nella foto il risultato è la vistosa chiazza arancione che imbratta il vetro protettivo del dipinto). 

I media italiani che hanno riportato la notizia hanno usato la traduzione letterale zuppa di pomodoro, un dettaglio che non cambia la descrizione del gesto ma che consente di evidenziare alcune differenze tra i concetti di zuppa in italiano e soup in inglese, già descritte in Non solo zuppa!

In entrambe le lingue si tratta di pietanze che si mangiano con il cucchiaio, ma caratterizzate da diverse consistenze, preparazioni e combinazioni di ingredienti. 

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Inglese farlocco: Self Bar

Un tweet che ha avuto molta visibilità:

tweet di @broderly fatto in una stazione con foto di n distributore automatico di bevande: Out of all cases of English being used in Italy, the use of ‘self bar’ to mean ‘vending machine’ is surely the most baffling. Where do they get this from?

Self Bar, il nome sui distributori automatici di bevande delle principali stazioni italiane, è un tipico esempio del fenomeno che descrivo come inglese farlocco: sono combinazioni di parole inglesi (o che ne hanno l’apparenza) pensate da italiani per italiani e facilmente comprensibili da chi ha conoscenze solo scolastiche della lingua, ma che agli anglofoni risultano agrammaticali o poco idiomatiche, se non incomprensibili.

Da dove arriva Self Bar?

Per capire come nasce il nome Self Bar si deve risalire a locuzioni inglesi come self-service restaurant e self-service petrol station (o filling station / pump ecc.) che in italiano sono state abbreviate in self-service, creando un sostantivo inesistente in inglese.

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Grazie e serafini, in inglese in coppia (minima)

Una spiritosaggine che offre diversi spunti linguistici ed etimologici:

Immagine di scultura di angelo che regge acquasantiera con commento in inglese “It’s nice but do you have any sans-seraph fonts?”

Il meccanismo umoristico sfrutta un esempio di coppia minima, le due parole seraph /ˈserəf/ e serif /ˈserɪf/ che nella pronuncia si differenziano per un solo fonema, collocato nella stessa posizione in entrambe, che le distingue conferendo loro significati diversi: “serafino” e “grazia” (tipografia).

La somiglianza di suoni qui è in absentia perché la seconda parola, serif, non è presente ma viene evocata dal contesto grazie alla polisemia di font che può indicare sia 1 fonte battesimale o acquasantiera che 2 tipo di carattere, e richiama immediatamente la locuzione sans-serif font.

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