Traduzione e terminologia nell’era digitale

Segnalo una giornata di aggiornamento gratuito offerto dalla Commissione europea per il programma #TranslatingEurope:

LA TRADUZIONE NELL’ERA DIGITALE: impossibile senza padroneggiare i sistemi di traduzione neurale? / TRANSLATION IN THE AGE OF DATA: is mastering neural translation systems a must?

Sarà a Milano il 4 giugno 2019 e si può partecipare di persona oppure assistere in streaming. Verranno trattati vari aspetti della traduzione automatica neurale, di pre- e post-editing, delle implicazioni dell’intelligenza artificiale e dei big data per i traduttori. Dettagli nel programma: La traduzione nell’era digitale

Per chi invece è nella zona di Firenze ed è interessato al lavoro terminologico:

Continua a leggere   >>

Attenzione ai “glossari automatici” di Google!

Chi usa Fogli di lavoro Google (Google Sheets) ha a disposizione la funzione GoogleTranslate che consente di tradurre automaticamente stringhe di testo. Sintassi:

GOOGLETRANSLATE(text, [source_language, target_language])

Esempi dalle istruzioni in GOOGLETRANSLATE (pagina in italiano), con traduzione nell’intervallo specificato dalla lingua di origine a quella di destinazione:

Traduce il testo nell'intervallo specificato dalla lingua di origine a quella di destinazione.

È utile conoscere la funzione per potere eventualmente individuare subito liste multilingui prodotte con questo metodo, che raramente dà risultati affidabili.

Continua a leggere   >>

Traduzioni mostruose: pesci deambulanti!

Cartoccio di Pesce da Passeggio – Bag of Walking Fish

La traduzione in inglese di cartoccio di pesce da passeggio è davvero esilarante ed è anche facile trovare il colpevole: l’inquietante “sacchetto di pesci che camminano” è opera di Google Traduttore.

Ambiguità sintattica

L’errore è però comprensibile. La frase cartoccio di pesce da passeggio è infatti un esempio di ambiguità sintattica perché può avere due diverse interpretazioni:
1 [cartoccio di pesce] da passeggio
2 cartoccio di [pesce da passeggio].

Continua a leggere   >>

Gli autori di WannaCry sono cinesi?

schermata in inglese di WannaCry

Un aggiornamento linguistico sul ransomware WannaCry che a metà maggio ha colpito centinaia di migliaia di computer: potrebbe avere origini cinesi

È quanto sostiene l’analisi linguistica pubblicata da Flashpoint, un’azienda di sicurezza informatica, che ha esaminato il testo delle 28 lingue in cui si poteva visualizzare la richiesta di riscatto nell’interfaccia di WannaCry.

I ricercatori hanno concluso che solo i testi in cinese e in inglese sono stati scritti da umani mentre per quelli nelle altre lingue è stata usata la traduzione automatica di Google Translate con lingua d’origine il testo inglese (corrispondenze dal 96 al 100%).

Continua a leggere   >>

Traduzione non automatica del baccalà

Google Traduttore compie 10 anni è un post del team di traduzione automatica di Google con alcuni video accattivanti e parecchi dettagli anche insoliti. Dopo la morte di Prince, ad esempio, c’è stato un aumento del 25000% della traduzione della locuzione “purple rain”.

Avrebbe fatto bene a usare Google Traduttore chi si è fidato un po’ troppo delle proprie competenze linguistiche e ha scritto “pioggia porpora” (esempi sotto) o chi ha coniato norvegiano da Norwegian:

Baccalà norvegiano sfuso Foto: Italians

Quasi sicuramente è frutto di traduzione umana anche questo cartello:

Continua a leggere   >>

Link corrotti: di chi è la colpa?

Purtroppo questa pagina non è disponibile. È possibile che il link che hai seguito sia corrotto o che la pagina sia stata rimossa.

Questo messaggio di errore di Facebook è apparso su Italians sotto il titolo Facebook e il link “corrotto” con un commento divertente di Fabio Zilberstein:

  «La corruzione dilaga anche nei social network. Persino Facebook con i suoi mezzi non puo’ fare a meno dei traduttori automatici. Con il risultato che vedete: “Corrupted link” diventa “link corrotto” (invece che: danneggiato, non corretto…). O forse oggi dovremmo dire link corrott-oso? Sarà colpa del bisestile: anno bisesto, link funesto»

Continua a leggere   >>

Google Translate e l’accesso ai cani

Inglese maccheronico su un cartello del Comune di Milano:

Denied access to dogs

Non credo si tratti di traduzione letterale, fatta parola per parola da una persona, perché chi sa che né accessdogs richiedono l’articolo, a differenza dell’italiano, non può non sapere che in inglese quasi sempre il soggetto (access) deve precedere il verbo (denied). 

È più probabile che si tratti di traduzione automatica, eppure basterebbe qualche piccola accortezza per ottenere un risultato accettabile. Va considerato, ad esempio, che le frasi senza verbo o con verbi di modo indefinito di solito risultano più problematiche e che punteggiatura e maiuscole possono influire sulla traduzione.

Continua a leggere   >>

Se la menta parte…

Nota: questo post è del 2014 e non fa riferimento ai nuovi sistemi di traduzione automatica basati su reti neurali che nel frattempo stanno soppiantando i sistemi statistici.


In 50 disastri di Google Translate (Wired) potete trovare una raccolta divertente di traduzioni assurde condivise sui social network, come questa:

Mint leaves: la menta parte (e le foglie di menta sono finite nel barattolo)
via Isolaria Pacifico

Ma non è sempre colpa della traduzione automatica: gli errori più eclatanti sono molto spesso traduzioni umane fatte letteralmente parola per parola, oppure traduzioni non recenti ottenute con vecchi sistemi di traduzione automatica basati su regole, come era ad esempio Babel Fish su altavista.com.

Continua a leggere   >>

Altoparlanti intelligenti e “ricognizione vocale”

Da Il mito di Babele rivive in Lexifone, l’app israeliana che traduce in 8 lingue:

’’La nostra macchina interagisce con l’utente ascoltando ciò che dice e traducendo per chi ascolta grazie ad altoparlanti posizionati davanti e dietro per rendere comprensibile ciò che viene detto’’ insiste Itay Sagie. Il sistema – pensato per rendere più economiche le relazioni commerciali – si basa su una “ricognizione vocale” accresciuta con un meccanismo di traduzione chiamato in inglese “computational linguistics” (prende le frasi usate da chi parla e le traduce simultaneamente in un’altra lingua).

Gli errori dei media italiani non sono certo una novità, però mi pare che qui i problemi non siano solo di traduzione ma anche di conoscenze inadeguate e di incapacità di riconoscere affermazioni che non hanno molto senso.

Continua a leggere   >>