IT-Wallet? C’è già portafoglio digitale

La terminologia fa notizia! Alcuni titoli del 15 gennaio 2024:

Accademia della Crusca, “It Wallet? Meglio chiamarlo Portafoglio It” - Gli esperti della lingua italiana: “Nome inopportuno, aggiunge un inutile anglismo alla serie già troppo numerosa che pervade la nostra vita sociale”; 2 L’Accademia della Crusca bacchetta il governo: meglio Portafoglio It; 3 Crusca, "It Wallet? Meglio Idit - Portafoglio italiano"; 4 Sos lingua italiana, ma che “Wallet”, meglio “Portafoglio IT”: dalla Crusca avviso ai naviganti e agli anglofoni incalliti

Il riferimento è a Gruppo Incipit, comunicato n. 23: Wallet? No, meglio IDIT – Il Portafoglio Italiano! (Accademia della Crusca) in cui viene criticata la scelta dello pseudoanglicismo IT Wallet con cui il governo avrebbe deciso di denominare il “portafoglio digitale che conterrà i documenti personali digitalizzati come la patente e la tessera sanitaria”.

Sono del tutto d’accordo con l’affermazione del Gruppo Incipit che “è invece utile battezzare il nuovo strumento in italiano, visto che ci si rivolge a tutti i cittadini, non solo agli esperti informatici”. È un nome inadatto alla comunicazione istituzionale, soprattutto per uno strumento che si prevede estremamente rilevante: non ci si può aspettare che tutti conoscano il significato della parola inglese wallet e della sua accezione digitale.

È anche potenzialmente ambiguo: le due lettere IT in questo caso vanno interpretate come Italian o Italy, e non Information Technology, come in inglese. Si tratta infatti dell’implementazione italiana di un progetto europeo, l’Identità digitale europea, di cui a quanto pare non si è tenuto conto nella scelta del nome:

L’identità digitale sarà disponibile ai cittadini, ai residenti e alle imprese dell’UE che desiderano identificarsi o confermare determinate informazioni personali. Può essere utilizzata per i servizi pubblici e privati sia online che offline in tutta l'UE. Ogni cittadino e residente dell'UE potrà utilizzare un portafoglio digitale personale.

Terminologia Ue

Se ne discute da anni in ambito Ue, e in tutti i documenti in italiano si ricorre a terminologia italiana, a partire dai concetti chiave:

  • identità digitale (in inglese digital identity), le informazioni digitali associate univocamente a una persona (un concetto che si ritrova anche nel nome SPID, Sistema Pubblico di Identità Digitale)
  • portafoglio digitale (in inglese digital wallet), la “custodia” virtuale associata a un’identità digitale; può contenere diversi tipi di dati e documenti digitali e consentirà di identificarsi online e offline, conservare e scambiare informazioni fornite dai governi e da fonti private affidabili; servirà per accedere a servizi digitali pubblici e privati in tutta l’Ue, decidendo autonomamente quali dati condividere. Altri dettagli in Identità digitale europea.

Dal governo italiano mi sarei quindi aspettata coerenza denominativa: non ha alcun senso ricorrere a un nome inglese per un concetto che già da tempo ha un nome italiano nel contesto Ue.

gif: ec.europa.eu/digital-building-blocks/

Portafoglio ≠ identità

Sono sorpresa che neppure il Gruppo Incipit abbia ritenuto opportuno ricorrere alla terminologia Ue e abbia invece proposto due alternative che creano incongruenze e suscitano anche qualche perplessità (grassetti originali): 

A nostro giudizio, Portafoglio IT sarebbe un ottimo equivalente descrittivo e trasparente di IT Wallet; ma si potrebbe pensare anche a IDIT, che sarebbe acronimo di “Identità (digitale) Italiana”, con caratteristiche di velocità e italianità sufficienti per garantirne la trasparenza e la qualità; fra l’altro, l’ordine dei componenti è quello italiano, con l’aggettivo posposto, e non anteposto come in inglese.

Si potrebbe infine suggerire vantaggiosamente, e questa è la proposta finale di Incipit, l’abbinamento delle due soluzioni, IDIT – Il Portafoglio Italiano. L’acronimo potrebbe prevalere nell’uso comune, per la velocità, ma nella mente degli utenti resterebbe anche la spiegazione nella lingua nazionale.

Temo che sia stata fatta confusione tra i due concetti diversi di identità digitale (dati univoci) e di portafoglio digitale (il contenitore sicuro).

Inoltre, traducendo letteralmente IT Wallet con Portafoglio IT non si è tenuto conto che IT serve a differenziare il wallet italiano da altri potenziali wallet, (come per il Sistema nazionale di allarme pubblico IT-Alert vs ES-Alert, FR-Alert, DE-Alert…), ma il nome italiano Portafoglio lo rende un dettaglio superfluo in un contesto italiano di residenti in Italia.

Più rilevante invece contraddistinguere il tipo di portafoglio indicandone una caratteristica distintiva: è digitale, aggettivo che rimanda esplicitamente non solo all’identità digitale (e agli altri dati che il portafoglio digitale conserverà e consentirà di utilizzare) ma anche ad altri concetti correlati che sono denominati sul modello <nome> digitale: competenze digitali, domicilio digitale, infrastrutture digitali, PA digitale, Repubblica digitale, servizi pubblici digitali, solidarietà digitale … (cfr. elenco del Dipartimento per la trasformazione digitale).

Non credo che l’acronimo IDIT proposto dal Gruppo Incipit potrebbe rappresentare un’alternativa a portafoglio digitale altrettanto trasparente e facilmente riconoscibile. 

Terminologia e comunicazione

Dipartimento per la trasformazione digitale: Vogliamo offrire a tutti i cittadini dei servizi pubblici digitali efficienti e facili da usare

Peccato che nella comunicazione del Dipartimento per la trasformazione digitale non venga fatta nessuna attenzione agli aspetti terminologici. Pare si dia per scontato che tutti i cittadini abbiano già familiarità con i concetti tecnici: nel sito non esiste nessun glossario e all’interno dei testi non viene data nessuna definizione per nessuno dei termini specialistici usati (maledizione della conoscenza!). 

Inoltre, si notano molte incongruenze, e IT Wallet è un esempio tipico. Nonostante sia un concetto chiave, sul nome viene fatta molta confusione: da un’occhiata veloce al sito ho visto che nel documento Italia digitale 2026 (ottobre 2022) vengono usati wallet digitale, e-Wallet, e Wallet IO; nella pagina degli argomenti e come tag si trova Digital Wallet; il sottosegretario Alessio Butti l’ha chiamato Wallet Digitale (3 maggio 2023), poi Wallet (10 ottobre) e infine dal 25 ottobre IT Wallet. Sembrerebbero tutte variazioni dello stesso concetto, ma in mancanza di definizioni non c’è certezza. Negli stessi contesti appare spesso anche portafoglio digitale, che sarebbe la soluzione preferibile*, e mi auguro che grazie all’attenzione ricevuta dal comunicato del Gruppo Incipit si possa ancora fare questa scelta.

Non vado oltre. Intanto però aggiungo IT Wallet al mio Elenco di anglicismi istituzionali.


Terminologia istituzionale? Non pervenuta!

Purtroppo la superficialità con cui è stato scelto il nome IT Wallet, con tutte le sue variazioni, è uno dei tanti esempi di mancanza di cultura terminologica di base nelle istituzioni italiane. Se ci fosse, si vedrebbero scelte terminologiche appropriate, coerenti, ben documentate e adeguatamente comunicate che contribuirebbero a rendere concetti e testi più accessibili ai cittadini.

Chi mi segue sa che è un argomento che mi sta a cuore e di cui discuto spesso. Alcuni esempi:

*  Una nota sulla potenziale obiezione che che per altri tipi di portafogli digitali, ad es. le app usate per pagamenti elettronici, prevale l’anglicismo wallet e quindi è un termine attestato e difficilmente sostituibile: è una considerazione valida in un contesto commerciale ma non in ambito istituzionale.

In contesto istituzionale la priorità dovrebbe essere sempre la chiarezza nella comunicazione con i cittadini, non le logiche di mercato. E la coerenza tra istituzioni, in questo caso la terminologia Ue in uso da anni, trasparente e facilmente comprensibile.

3 commenti su “IT-Wallet? C’è già portafoglio digitale

  1. Dario:

    A me lasciano perplessi sia il termine inglese “wallet” sia l’italiano “portafoglio”. Il termine inglese “wallet” è ormai attestato, è vero, ma soprattutto per strumenti finanziari, quindi la prima cosa che fa venire in mente a chi usa già questi strumenti è il denaro, non i documenti. Similmente, nell’uso comune, il portafoglio è legato all’idea di denaro (cfr. ad es. l’espressione idiomatica “mettere mano al portafoglio” e altre espressioni simili). È vero, nel portafoglio ci si mettono anche i documenti di identità, ma non è questa la prima immagine che viene in mente.
    Tanto è vero che nel leggere il solo titolo di questo post, leggendo “portafoglio digitale” ho subito pensato che fosse un post sulla terminologia dei sistemi di pagamento.
    È un dubbio solo mio?

  2. Andrea:

    Condivido il commento di Dario che sia “wallet” che “portafoglio” rimandino più a denaro e strumenti finanziari che documenti.

    Inoltre, visto che mi sembra di aver capito che tecnicamente “IT Wallet” sarà una espansione dell'”App IO”, non ho ancora capito che cosa voglia significare “IO” in collegamento ai servizi pubblici.

  3. Licia:

    @Dario, @Andrea penso sia una reazione comune, però in inglese, lingua in cui inizialmente è avvenuta questa risemantizzazione “digitale”, c’è una grande flessibilità negli usi metaforici, a volte parecchio disinvolti (penso ad es. alle analogie imperfette dell’informatica e all’arbitrarietà denominativa della fisica).

    Andrebbe inoltre tenuto conto che anche se la nostra prima associazione è portafoglio ➝ soldi, sia wallet in inglese che portafoglio in italiano indicano una custodia che non è solo per soldi e altri metodi di pagamento ma anche per documenti e altre informazioni per uso personale. In italiano inoltre portafoglio ha l’accezione aggiuntiva di “borsa o busta di grosse dimensioni in cui si ripongono documenti, pratiche, appunti e simili”, quindi l’uso figurato di portafoglio mi pare giustificato anche se non sono contemplati pagamenti o altre transazioni. 

    Sicuramente nella percezione dell’accezione digitale siamo influenzati dai vari wallet digitali già esistenti, però anche le descrizioni dei produttori mostrano che non andrebbero intesi come strumenti esclusivamente finanziari, ad es. Google Wallet è descritto come “un portafoglio digitale sicuro e privato per Android che ti consente di accedere rapidamente a carte di pagamento, pass, biglietti, chiavi o ID”.

    Sul nome App IO, sono riuscita a trovare la spiegazione ufficiale nascosta in un documento rtf (nulla nelle pagine del sito io.italia.it!), ed è una di quelle idee creative tipiche dell’inglese farlocco:

    IO cambia il modo in cui sono erogati i servizi pubblici, mettendo il cittadino al centro della relazione con le istituzioni. Il nome “IO” traduce questo cambio di paradigma: da un lato, il progetto vuole essere una interfaccia (“input/output”) verso lo Stato, dall’altro è incentrato su informazioni e servizi personalizzati confezionati su misura per ogni singola persona che li riceve [fonte]

    Sarebbe divertente fare un sondaggio per vedere quanti sanno che IO sta per intput/output!

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