2018, anno di plogging, floss, gaslighting…

VAR plogging single-use gammon floss

La stagione delle parole dell’anno 2018 è stata inaugurata da Collins Dictionary che per l’inglese britannico ha scelto l’aggettivo single-use. Non è un neologismo ma una parola il cui uso ultimamente è diventato più rilevante, soprattutto in riferimento alla plastica e ai danni ambientali che causa (cfr. voto del Parlamento europeo per vietarla entro il 2021). L’equivalente italiano è noto: plastica monouso (più breve dell’inglese!) o meno formalmente usa e getta.

Ho trovato però più interessanti le altre parole del 2018 considerate dal dizionario, tra cui neologismi o risemantizzazioni che descrivono concetti nuovi, come plogging, gammon e floss, e parole un tempo usate solo in alcuni ambiti ma che ora sono entrate nel lessico comune, come gaslighting.  

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Dagli Stati Uniti ancora fake news!

coppia seduta sul divano, uomo chiede a donna che sta guardando un t ablet: WHAT’S THE LATEST FAKE NEWS?
Vignetta: Steve Nease

L’American Dialect Society ha scelto fake news come parola dell’anno 2017. Nell’annuncio di qualche giorno fa sono stati evidenziati i due diversi significati che può avere l’espressione a seconda di come, dove e da chi viene usata:

1 disinformation or falsehoods presented as real news
2 actual news that is claimed to be untrue

Le due accezioni sono un esempio di enantiosemia, un tipo particolare di polisemia che si verifica quando una stessa parola ha due significati tra loro contrari.

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Aporofobia: paura e ostilità verso i poveri

La parola dell’anno del 2017 in Spagna è aporofobia la paura, ripugnanza o avversione verso i poveri.

È un neologismo coniato dalla filosofa spagnola Adele Cortina alla fine del secolo scorso per identificare un atteggiamento negativo molto diffuso nelle società del benessere che è esemplificato dall’ostilità verso i migranti ma che va distinto dal razzismo e dalla xenofobia.

Per Cortina, ciò che crea avversione non è la provenienza straniera ma la condizione di povertà, intesa non solo come indigenza ma anche come indisponibilità di beni e servizi di tipo sociale, politico e culturale.

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#2017in3parole

In memoriam - Lost to us in 2017: honesty, compassion, respect, kindness, equality, tolerance, dignity, facts, rule of law, sanity
Vignetta: Joe Heller

Prendo spunto da #2017in3parole, hashtag molto attivo oggi 31 dicembre su Twitter, per una selezione di 3 parole di argomenti diversi che ho descritto nel blog e che per me sono rappresentative del 2017.

3 parole o nomi legati a eventi del 2017
♦  LA LA LAND: reduplicazione espressiva (premi Oscar) 
♦  Da Mattarellum a Rosatellum: habemus latinellum!
♦  #Spelacchio è bello (e istruttivo!)

3 parole legate ai social
♦  Trollare: senza troll, nuovo significato!
♦  Blastare: dai videogiochi a Mentana
♦  A 91 anni la regina trolla ed è instagrammabile

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Bitcoin, parola tecnologica del 2017

Donna davanti a un computer dice all’uomo che le è accanto “WannaCry ci richiede un riscatto di $300 in bitcoin”. Uomo: “Cos’è WannaCry?” Donna: “Cos’è un bitcoin?”

La vignetta di Chip Bok è di maggio 2017 e la trovo significativa perché fa riferimento a due termini informatici che hanno già qualche anno ma che nel 2017 si sono affermati più marcatamente di altri anche nel lessico comune italiano.

Sono ransomware, già descritto in Ransomware, malware e altri –ware, e soprattutto bitcoin, la valuta digitale creata per transazioni online indipendenti da interventi di banche centrali o altre istituzioni finanziarie. Ultimamente si discute molto delle implicazioni tecnologiche e finanziarie dei bitcoin ma qui mi soffermerò sugli aspetti linguistici.

Vignetta con elfo che mostra letterina a Babbo Natale e dice “HERE’S ANOTHER KID WHO WANTS BITCOINS”
Vignetta: Hedgeye

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Le 15 parole che caratterizzano il 2016

Da Petaloso a Brexit scegli la parola del 2016

Il linguista Massimo Arcangeli in La Repubblica propone 15 parole e chiede ai lettori di votare quella che ha caratterizzato di più il 2016.

L’elenco include alcuni neologismi, vari anglicismi e parole che non sono nuove o particolari ma che rappresentano eventi o concetti che quest’anno sono stati al centro dell’attenzione. Parecchie parole sono descritte anche qui nel blog:

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Post-truth in italiano: verità, veridicità e fatti

Art of the lie. Post-truth politics in the age of social media

16 novembre 2016: Oxford Dictionaries ha scelto post-truth come parola dell’anno 2016. Ha già una decina di anni ma ha acquisito nuova rilevanza grazie a due eventi chiave del 2016: la Brexit e le elezioni presidenziali americane.

È un aggettivo usato solo con funzione attributiva in locuzioni come post-truth politics / world / era con il significato di ”relativo a circostanze, spec. nella formazione dell’opinione pubblica, in cui il richiamo a emotività e convinzioni personali prevale sui fatti oggettivi”. In alternativa si usa anche post-fact o post-factual.  

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Parole 2016: snowflake, dude food, mic drop

Nei paesi di lingua inglese è iniziata la stagione delle parole dell’anno.

Per il 2016 Collins Dictionary ha scelto Brexit, “il contributo della politica al lessico più importante degli ultimi decenni”, paragonabile a quello del suffisso –gate. È una vittoria prevedibile per una parola breve, efficace, memorabile e molto produttiva, descritta in Brexit, parola del XXI secolo.

 Brexit: the withdrawal of the United Kingdom from the European Union.

In questa GIF di Collins Dictionary è indicata solo la pronuncia /ˈbrɛɡzɪt’/ ma tra i parlanti anglofoni è molto diffusa l’alternativa /ˈbrɛksɪt/, che è anche la pronuncia che usiamo in italiano (cfr. anche la variante derogatoria Brexshit /ˈbrɛɪt/).

Snowflake generation

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Parola dell’anno 2015

È arrivata la fine del 2015 ma per l’italiano non ho visto molti elenchi di parole dell’anno, a parte quello di Massimo Arcangeli per la Repubblica. È composto da buona scuola, gender, Italicum, salvabanche, partito nazione, Expo, DAESH (ma non Isis), migrante, Grexit, Vatileaks, Giubileo, smartwatch, emoji e dai nomi Star Wars e Astrosamantha*.

immagine con le parole immigante, rifugiato, sfollato, migrante, immigrato, profugo, clanedstinoDi queste parole per me la più rilevante è migrante, non solo perché è ricorrente negli eventi del 2015 ma anche perché è trasparente solo in apparenza. È usata con grande frequenza ma senza la piena consapevolezza che può avere accezioni diverse in base al contesto d’uso. 

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Un’emoji parola dell’anno 2015

Oxford Dictionaries Word Of The Year

È di nuovo la stagione delle parole dell’anno, in inglese WOTY (word of the year) e ieri Oxford Dictionaries ha annunciato di aver scelto un’emoji.

È una decisione interessante e non così azzardata se si pensa al triangolo semiotico: i concetti sono rappresentati da segni, quindi non solo parole e termini ma anche simboli e icone, tra cui emoticon ed emoji.

Tra tutte le emoji, Oxford Dictionaries ha scelto quella che nel 2015 è stata la più usata al mondo, ufficialmente nota come face with tears of joy. Per essere più precisi, andrebbe chiarito che è stata scelta la rappresentazione di Apple e WhatsApp, che non coincide con quella di altri dispositivi, app, sistemi operativi o produttori, come mostrano alcuni esempi dalla tabella Full Emoji Data di Unicode:

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Treccani: 90 parole dal 1925 al 2014

90 “parole” per novant'anni di invenzioni, scoperte, piccole e grandi rivoluzioni quotidianeIeri l’Enciclopedia Treccani ha compiuto 90 anni e li ha ricordati con un elenco di 90 parole, una per ogni anno dal 1925 al 2014.

Tra le parole significative scelte ci sono altoparlante, bottiglia di plastica, computer, cruciverba, figurina, flipper, miniassegno, Nutella, polistirolo, post-it, scotch, Televideo e walkman: riuscite ad associarle al decennio corretto o come me avrete qualche sorpresa?

E sapete indovinare quali sono le parole scelte per rappresentare il XXI secolo?

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Il genere di photobomb

photobomb da photobomber.orgUna delle parole dell’anno 2014 inglesi è photobomb, scelta da Collins Dictionary.

Photobomb, sostantivo e verbo, indica l’intrusione di una o più persone o animali in una foto nel momento in cui viene scattata, all’insaputa di chi viene fotografato.

La prima attestazione della parola risale al 2008 ma si è diffusa soprattutto nel 2014 grazie a esempi virali di personaggi famosi.

In italiano, come prevedibile, è stato adottato il prestito. Sono pochissime le occorrenze di assimilazione grafica fotobomba, invece più diffuse in spagnolo, probabilmente perché in italiano bomba è già usato come aggettivo con il significato di “eccezionale, sorprendente” (ad es. notizia bomba) e si potrebbe creare qualche confusione.

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Parole dell’anno 2014

Da WOTY a PdA

L’ultima parola della settimana del 2014 scelta da Giuseppe Antonelli per La lingua batte di Radio3 è PdA, acronimo di parola dell’anno e calco dell’inglese WOTY, word of the year. Nel podcast potete ascoltare le parole dell’anno annunciate finora per l’inglese, la lingua che ha fatto nascere questa tradizione, e per alcune altre lingue.

Selfie parola dell’anno: 2013 in inglese, 2014 in italiano

I lettori di Repubblica hanno scelto selfie come parola dell’anno 2014, preferendola a ebola e Jobs Act e altre nove parole selezionate dal linguista Massimo Arcangeli:

Parole dell’anno 2014 scelte da la Repubblica: ice bucket challenge, drone, [grande] bellezza, selfie, sinodo, Jobs Act, ludopatia, banana (mangiabanane), califfato, annuncite, ebola, angelo del fango

Dettagli in Tutte le sfumature del “selfie”, parola dell’anno 2014 con molti esempi di neologismi inglesi modellati su selfie, forse poco noti ai lettori italiani ma che hanno già ricevuto molta attenzione in inglese grazie a Selfie parola dell’anno 2013.   

Credo che selfie sia rilevante anche perché in breve tempo ha già subito alcuni cambiamenti di significato. Ne ho parlato lo scorso aprile in Da selfie a selfare / selfarsi, dove potete trovare anche altri neologismi come metaselfie, selfista e selfie stick.

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