Made in Italy, ma ricalcato sull’inglese

Schermata della pagina del sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy sulla Giornata Nazionale del Made in Italy: una giornata per celebrare creatività ed eccellenza, promuovendo il valore e la qualità delle opere dell’ingegno e dei prodotti italiani.

Il 15 aprile è la Giornata nazionale del Made in Italy, indetta dal Ministero delle Imprese del Made in Italy nell’anniversario della nascita di Leonardo Da Vinci.

Ne ho visto discutere per la scelta del tipo di carattere, criticato perché poco contemporaneo e simile a quelli in uso nel ventennio, e mi è venuta la curiosità di dare un’occhiata al sito. Nelle scelte linguistiche delle pagine ufficiali si osserva tutt’altra influenza, quella dell’inglese. Ho raccolto gli esempi più evidenti. 

Abuso di maiuscole

Si nota subito che nei titoli sono state scritte con l’iniziale maiuscola anche parole comuni che non la richiedono, sul modello americano (title case).

Esempi: Aziende Aperte Iniziative di Comunicazione Filiere Strategiche Istruzione e Formazione Tutela dei Prodotti

Esempio di “maiuscolite” anche all’interno del testo:

Non perderti Mostre, Eventi, Cerimonie Ufficiali e gli Open Day organizzati dalle numerose aziende aderenti all’iniziativa.

Immancabile la maiuscola nella data, 15 Aprile, un uso frequentissimo anche altrove che non tiene conto che nell’italiano contemporaneo, a differenza dell’inglese, giorni, mesi e lingue andrebbero sempre scritti con iniziale minuscola.

Unioni celebrative

Un esempio di calco sintattico:

Testo: La Giornata del Made in Italy è un'opportunità per riconoscere e sostenere le imprese italiane,

La frase unisciti a noi nel celebrare è palesemente modellata sulla frase inglese join us in celebrating [something / someone], ricorrente online. In italiano, però, ci si unisce a qualcuno per fare qualcosa assieme, come effettivamente usato in un’altra frase:

Testo: Unisciti a noi per celebrare l'artigianato italiano, l'eccellenza industriale e la cultura che rende il

In un contesto istituzionale avrei però evitato il calco unirsi, ormai associato a iscrizioni a programmi fedeltà o a social vari, e avrei invitato i cittadini a partecipare agli eventi, riformulando la frase in modo da eliminare il pronome noi (chi, esattamente?). Altri esempi di differenze tra join e unire in Unioni forzate, per colpa dell’inglese!

Il verbo celebrare implica festeggiamenti solenni e ufficiali, e forse non lo sono proprio tutti gli eventi di questa giornata. In un’accezione letteraria invece celebrare significa esaltare, lodare pubblicamente: è quello che si intende in riferimento ad artigianato, creatività ed eccellenza? In inglese celebrate, più semplicemente, nella sua accezione principale significa riconoscere l’importanza di qualcuno o qualcosa e festeggiarli o rendergli omaggio. Altri dettagli in celebrate ≠ celebrare, in cui ho descritto alcuni casi in cui i due verbi, apparentemente equivalenti, sono invece falsi amici.

Marchi iconici

In un’altra frase si nota un aggettivo molto in voga, iconico, che forse non tutti saprebbero definire con precisione:

Grazie agli eventi di Aziende Aperte scopri i processi produttivi, incontra i talenti dietro ai marchi iconici e lasciati affascinare dalla passione che alimenta il nostro successo.

I dizionari di italiano riportano due accezioni di iconico, che però non sono rilevanti:

  1. relativo all’immagine, che si fonda sull’immagine
  2. [di segno] caratterizzato da un rapporto di somiglianza con l’oggetto denotato

Sono sorpresa che nessun dizionario abbia ancora registrato la risemantizzazione di iconico dovuta al calco dell’inglese iconic, un aggettivo molto usato nel linguaggio pubblicitario, nei media e nei social: significa famosissimo e subito riconoscibile, distintivo, e per questo molto apprezzato, ammirato. Esempi tipici: iconic actor, iconic role, iconic character, iconic moment, iconic movie, iconic building… 

Il dizionario americano Merriam-Webster descrive il cambiamento semantico che ha portato all’accezione più recente di iconic:

The original meaning of iconic was essentially “resembling an icon,” but today it often describes what is so admired that it could be the subject of an icon. And with that use, iconic has become part of the language of advertising and publicity: companies and magazines and TV hosts encourage us to think of some consumer item or pop star or show as first-rate or immortal or flawless—absolutely “iconic”—when that person or thing is actually simply widely known and—they assert—distinctively excellent.

La locuzione iconic brand identifica i marchi di successo, inconfondibili e aspirazionali (rappresentano un obiettivo ideale e un simbolo per i consumatori). Marchi italiani considerati iconic brand sono, ad esempio, Ferrari, Gucci, Armani, Nutella, Barilla. 

Ho l’impressione che in italiano l’aggettivo iconico venga spesso usato a imitazione dell’inglese, ma senza una piena consapevolezza del suo significato. Esempio dalla Giornata del Made in Italy: si viene invitati a scoprire una serie di Aziende Aperte, marchi iconici, ma nell’elenco solo alcuni nomi sono immediatamente riconoscibili. In inglese invece non verrebbe descritto come iconic brand un marchio che è un’eccellenza nel proprio settore ma non è anche noto a un grande pubblico. 

Aggiornamento – In *Copenhagen e “iconica guglia” altri esempi dell’indeterminatezza con cui viene usato l’aggettivo iconico in italiano.


In tema con la Giornata del Made in Italy, due esempi di inglese usato impropriamente per promuovere il nostro paese:

Vedi anche: Multa per chi usa anglicismi? Non è una novità (sulla proposta di legge per sanzionare l’uso di forestierismi) 


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