I bambini e Pinocchio

disegno di PinocchioRecentemente ho fatto notare una differenza culturale nella rappresentazione di Pinocchio: per gli americani è vestito da tirolese con piuma sul cappello, come nel cartone animato Disney, per noi italiani ha sempre il tipico cappello conico.

Nei commenti, un lettore suggeriva invece che anche nell’immaginario dei bambini italiani il burattino fosse ormai “americanizzato”.

Una maestra che segue il blog ha fatto una prova. Prima di iniziare a leggere La filastrocca di Pinocchio di Gianni Rodari, ha chiesto ai suoi alunni di 7 anni di disegnare il personaggio e raccontare cosa ne sapessero. Mi ha mandato qualche esempio:

disegni di Pinocchio

Nessun bambino della sua classe ha preso il personaggio Disney come riferimento, neanche chi aveva visto il cartone animato. I modelli più probabili sembrano essere piuttosto le marionette di legno bicolori in vendita in tutte le località turistiche italiane.

I bambini conoscevano gli episodi più significativi della storia ma erano convinti che Pinocchio fosse stato ingoiato da una balena e non dal terrible Pesce-cane come nel romanzo di Collodi, in questo caso forse effettivamente influenzati dalla versione Disney.  
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Un grosso grazie alla maestra (che preferisce rimanere dietro le quinte) e ai bambini. 
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4 commenti su “I bambini e Pinocchio”

  1. Marco:

    Questa è una buona notizia, almeno Pinocchio non è ancora stato americanizzato 🙂

  2. rossa:

    Ne ero, chissà perché, convinta, ma sono felicissima di averne avuto conferma. Forse perché non mi pare che in Italia tra i film Disney Pinocchio sia uno dei più popolari, e comunque credo che il personaggio che ha effettivamente introdotto nell’iconografia infantile sia il grillo parlante, con ombrellino, cilindro e marsina…

  3. Licia:

    @rossa, la maestra mi ha mandato solo alcuni dei disegni ma mi ha detto che il particolare comune a praticamente tutti i disegni era il cappello conico di colore rosso (uno solo blu); nessun Pinocchio Disney ma un bambino ha disegnato invece Super Mario, copia molto fedele all’originale (con tanto di baffi!), a parte due dettagli: il naso lungo e sul cappello una P anziché una M. Meglio non indagare!

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