Bing: intelligenza artificiale, domande poco reali(stiche)

Microsoft ha annunciato un aggiornamento delle funzioni di ricerca basate su intelligenza artificiale del proprio motore di ricerca Bing, che ora ricorre a GPT-4, versione più avanzata di Chat GPT.

Sarei curiosa di sapere se anche la localizzazione italiana della pagina di presentazione è opera dell’intelligenza artificiale. Ho infatti qualche perplessità su alcuni degli esempi che dovrebbero invogliare gli utenti italiani a ricorrere a Bing.

Schermata “Presentazione del nuovo Bing. Fai domande reali. Ottieni risposte complete. Chatta e crea.” con esempi: 1 Crea un gustoso menu di 3 portate; 2 Aiutami a trovare un animale di compagnia; 3 Scrivi un poema in rima; 4 Mi serve aiuto per pianificare la battuta di pesca.

Microsoft afferma “Grazie a questa serie di funzioni basate sull’intelligenza artificiale, è possibile: Fai [sic] una domanda vera e propria”. Gli esempi che ho riportato qui sopra mi sembrano invece poco realistici.

Dubito infatti che un parlante nativo italiano alla ricerca di ricette opterebbe proprio per le parole gustoso menu (scelta e posizione dell’aggettivo), o che cercherebbe un cane o un gatto, indifferentemente, descrivendolo come animale di compagnia, o che si rivolgerebbe a un bot con mi serve aiuto. E non credo che pianificare una battuta di pesca sia un’attività comune in cui ci si identifica facilmente.

Gli esempi sono inoltre poco congruenti con le istruzioni più dettagliate che appaiono scegliendo la domanda di prova e con i risultati che si ottengono. La richiesta di un poema, ossia un’opera letteraria in versi, di grande estensione, diventa “Scrivi una poesia in rima per mio figlio Gianni di 8 anni. Ama i cani e i fatti sull’oceano” e produce questo risultato, non in rima:

Schermata di Bing, “Ecco cosa ho generato per te”, con la poesia “Gianni ama i cani e l'oceano / E sogna di fare il capitano

Se si cambiano le impostazioni della pagina di presentazione da italiano a inglese è palese che l’esempio è una traduzione letterale del testo inglese Write a rhyming poemWrite a poem that rhymes for my 8-year-old Jake. He loves dogs and facts about the ocean. In questo contesto poem è un falso amico perché si tratta di una comune poesia; facts qui sono informazioni, curiosità.

Si può inoltre vedere che animale di compagnia è la traduzione “da vocabolario” di pet e la pianificazione della battuta di pesca è una traduzione letterale poco ragionata di Help me plan for my fishing trip, che in realtà dà informazioni su dove si può fare la comune pesca sportiva nella propria regione.

Attenzione alla localizzazione!

Nella localizzazione – il processo di traduzione e adattamento di software e altri contenuti per un mercato diverso da quello in cui hanno origine – testo ed esempi dovrebbero apparire naturali (non artificiali!), come se fossero stati pensati da italiani in un contesto italiano, e riconducibili alle esperienze e alle aspettative degli utenti tipici.

Tutte le informazioni fornite dovrebbero essere verificate e congruenti, anche se si tratta solo di dettagli: basta poco per dare la sensazione che ci sia qualcosa che “non quadra” e di conseguenza si avverte approssimazione e ne risente la percezione del prodotto.

Dubito che per la pagina di presentazione di Bing sia stata prestata attenzione a tutti questi aspetti (potrei fare altri esempi). Se la versione italiana è opera di intelligenza artificiale – traduzione automatica – il risultato è ancora non all’altezza della localizzazione professionale. Se invece è una traduzione umana, l’impressione è che sia stato sottovalutato il tipo di intervento richiesto.

Stupisce in ogni caso che, dopo la notevole attenzione mediatica ricevuta da Chat GPT, non sia stata fatta una verifica accurata dei contenuti di una pagina che è destinata ad avere grande visibilità proprio perché presenta le funzionalità aggiornate della novità GPT-4.


Vedi anche: i post della categoria localizzazione per esempi sia efficaci che inadeguati di traduzione con adattamento.


6 commenti su “Bing: intelligenza artificiale, domande poco reali(stiche)”

  1. Anna B.:

    Cara Licia,
    grazie del post, come sempre interessante. Il mio grande timore è che, a furia di leggere testi come questi, alla fine nessuno sia più in grado di coglierne le pecche, la natura “artificiale” e l’approssimazione. Già prima delle varie intelligenze artificiali era difficile far capire in che cosa consiste la competenza di chi si occupa di traduzione o, più in generale, di lingua e localizzazione, figuriamoci adesso …

  2. .mau.:

    a me non stupisce, invece. Al limite stupisce che non abbiano pensato a lasciare la pagina solo in inglese 🙂

  3. Silvia:

    Non ci sono più gli specialisti di una volta! 😉
    È un effetto forse della fretta o della corsa al risparmio (anche se usi l’AI, una revisione “umana” dovresti farla), forse un livellamento verso il basso delle competenze (sempre generato dai suddetti “risparmi” alias tagli).
    Per capire se è una minore attenzione all’Italia/dell’Italia, ho guardato la pagina in tedesco: mi sembra un pochino meno peggio di quella in italiano (ma ci sono svarioni anche lì).
    Che tristezza.

  4. Anna B.:

    Ancora una cosa: strano anche che le ultime due domande sul servizio (scorrendo in basso la pagina: “How does Bing work in Edge?” e “How does Bing work in Skype?” siano (almeno nella mia pagina di visualizzazione) in inglese.

  5. Licia.

    @Anna, @Silvia in effetti c’è il rischio che ci si abitui a leggere qualsiasi cosa senza più fare attenzione non solo alla presentazione (la poca accuratezza dovrebbe essere sempre un campanello di allarme) ma soprattutto se sia attendibile. Intanto si può notare che la pagina italiana di Bing è ancora localizzata solo parzialmente:

    Pagina di presentazione del nuovo Bing in ITALIANO con frase iniziale in inglese “Now you can search, chat, and create, all in one place. Turn your words into images with the new Bing’s AI-powered Image Creator in chat”

    @,mau. potrei fare molti esempi di pagine che avrebbero fatto meglio a lasciare in inglese, così almeno si sarebbero evitati alcuni strafalcioni davvero enormi…

    @Alceste, grazie per il riferimento ma non capisco come sia riconducibile all’argomento di questo post? Ho letto il manifesto ma prima di venire a proporlo qui nel mio blog, senza alcuna spiegazione, credo sarebbe stato cortese e opportuno informarsi sul mio punto di vista sul tema anglicismi, un ambito che conosco molto bene e su cui ho scritto e vengo citata spesso. Esempio di un post da cui partire: Davvero fra 80 anni non si parlerà più italiano? che prende spunto dall’uso di statistiche distorte, ricavate senza alcuna metodologia scientifica, per riflettere su alcuni catastrofismi diffusi ma male informati sul futuro della lingua italiana (e su chi la ritiene minacciata dagli anglicismi).

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