Parole del 2023: aridificazione, policrisi…

Illustrazione di Leif Parsons con le parole aridification, poverty, polycrisis, zero-dose children, traveller surveillance

Nei media anglofoni sono ricorrenti le raccolte di parole ritenute rappresentative di un particolare periodo, non solo per l’anno appena trascorso ma anche per quello nuovo.

Un esempio recente è A guide to 9 global buzzwords for 2023, from ‘polycrisis’ to ‘zero-dose children’ (NPR) che identifica alcune parole che rappresentano concetti legati a crisi ed emergenze globali – climatiche, economiche e sanitarie – di cui molto probabilmente sentiremo discutere anche in Italia.

Tra le parole scelte ce ne sono varie in uso da tempo e che hanno già un equivalente in italiano:

  • povertà (poverty);
  • deperimento infantile (child wasting) dovuto a denutrizione da carestie (famine);
  • divario di genere nell’insicurezza alimentare (gender food gap) che nei paesi più poveri riduce alla fame le donne più degli uomini;
  • adattamento al cambiamento climatico (climate impact resilience) con l’adozione di misure che ci consentano di attenuare gli impatti socioeconomici della crisi climatica;
  • zero dosi (aggettivo zero-dose), espressione che nell’ambito della sanità identifica i bambini che non sono mai stati vaccinati, problema crescente anche nei paesi industrializzati come l’Italia a causa di disinformazione e antivaccinismo.

È invece più nuova un’espressione legata alle conseguenze globali della pandemia da coronavirus e molto attuale in seguito alla riapertura della Cina ai viaggi:

  • monitoraggio dei viaggiatori internazionali, traduzione che userei per il neologismo traveller surveillance, l’insieme di azioni volte a identificare prontamente nuove varianti o altri problemi epidemiologici e ad attuare le misure di mitigazione e di contenimento necessarie. Si effettua con raccolta di dati come ad es. tamponi in partenza e in arrivo e analisi delle acque reflue degli aerei. 

Mi pare molto rilevante anche una parola finora poco usata al di fuori degli ambiti specialistici ma che potrebbe entrare presto a far parte del nostro lessico, soprattutto se si ripetessero i problemi di siccità del 2022:

  • aridificazione (aridification), il processo per cui una regione a clima umido si trasforma in regione a clima arido per effetto di cambiamento climatico o interventi umani che interferiscono con l’ecosistema. La fase successiva all’aridificazione è la desertificazione. 

Policrisi

Le parole appena descritte sono rappresentative di un mondo altamente complesso dove un’emergenza in una parte del sistema mette in crisi tutte le altre, e la crisi dell’intero sistema si rivela più pericolosa della somma delle singole emergenze. La coesistenza contemporanea di più emergenze interrelate è detta policrisi, calco dell’inglese polycrisis.

È una parola in uso già da anni nel lessico giornalistico italiano ma che ora sta acquisendo nuova visibilità. Si differenzia da permacrisi, dall’inglese permacrisis, che invece indica una condizione di crisi che si protrae nel tempo, caratterizzata da situazioni di emergenza che si susseguono e si sovrappongono, una dopo l’altra, in uno stato continuo di emergenza.

Dopo mesi di pandemia e crisi dei sistemi sanitari, crisi climatica con disastri naturali, guerra in Ucraina con crisi geopolitica, crisi energetica, crisi economica e inflazione, non a caso permacrisis è stata scelta del dizionario britannico Collins Dictionary come parola dell’anno 2022.

Parole del 2022 

Ho già descritto permacrisi e policrisi lo scorso dicembre al programma radio Salvalingua di Massimo Persotti, in un intervento dedicato proprio alle parole dell’anno:

Ho chiarito che parola dell’anno, una tradizione che associamo al mondo anglofono, ha un significato ampio di elemento lessicale che rappresenta un concetto particolarmente rilevante, e che può essere anche un’espressione, un modo di dire, un acronimo, un suffisso, un hashtag o persino un’emoji.

L’esempio su cui mi sono soffermata nel mio intervento è goblin mode, la “modalità svacco” che era appena stata annunciata come parola dell’anno da Oxford University Press.

In un intervento successivo ho descritto altre parole dell’anno: penuria, scelta nella Svizzera italiana, gaslighting, scelta dal dizionario americano Merriam-Webster (cfr. 2018, anno di plogging, floss, gaslighting…, parole dell’anno di Collins Dictionary) e l’internazionalismo Qatargate.

Sono tutte parole poco allegre: speriamo che il 2023 ce ne riservi anche qualcuna di divertente!

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