Cos’è il singular they e come si usa

tweet dell’American Dialect Society: The 2019 Word of the Year is “(my) pronouns,” and the Word of the Decade is gender-neutral singular “they.” #woty19

Mi ricollego a 10 parole dell’anno 2019 per aggiungere le scelte dell’American Dialect Society (ADS), a cui viene sempre dato molto risalto nei media di lingua inglese.

Gli elementi linguistici (“words”) considerati più significativi dall’ADS sono la locuzione (my) pronouns come parola dell’anno 2019 e l’uso “neutro” del pronome they come parola del decennio 2010-2019.

Sono scelte indicative di cambiamenti sociali importanti che riconoscono che alcune persone non si indentificano né nel genere maschile né in quello femminile (possono essere non binary, transgender, intersex ecc.) e che hanno ripercussioni anche nella lingua inglese con nuove opzioni lessicali e alcuni importanti cambiamenti grammaticali.

THEY-wot-Merriam-Webster

Anche il dizionario americano Merriam-Webster aveva optato per they e la notizia era stata ripresa da vari media italiani, però con alcune imprecisioni. Ho quindi pensato di compilare una piccola guida di riferimento.

Singular they – usi “tradizionali” (1 e 2)

Con singular they si intende l’uso del pronome di terza persona plurale per riferirsi a una singola persona. Più precisamente, si tratta non solo del pronome soggetto they ma anche del pronome complemento them e degli aggettivi e pronomi possessivi their e theirs e del pronome riflessivo themselves (o in alternativa themself). Si possono identificare due usi principali:

1 Il singular they si usa in contesti in cui l’antecedente è un pronome indefinito come anyone, someone, no one, everybody, nobody oppure a person. Esempi: on the internet, everybody thinks they‘re an expert on everything; if anyone phones, tell them I am not in; if you love somebody, set them free.

2 Il singular they si usa per riferirsi genericamente a una persona di cui non si conosce il sesso o non è rilevante. Esempi: when you have a child, you feel an unconditional love for them; ask your doctor if they offer home visits; the new chairperson will decide how they plan to organise the meeting. Si usa anche quando non si vuole, non si può o non si deve specificare il sesso di una persona. Esempi:

The whistleblower is reportedly a CIA analyst . They filed an anonymous complaint in August alleging Trump pressured Ukrainian president Volodymyr Zelenskiy to announce an investigation into a political rival

The New Zealand Health Ministry confirmed the death toll as of Sunday morning was 15 after a patient in Waikato Hospital died from their injuries on Saturday night.

Il singular they non è una funzionalità recente: il suo uso è attestato già dal XIV secolo, anche se poi era stato osteggiato durante il periodo vittoriano perché ritenuto agrammaticale. L’uso del tipo 2 è ricorrente nell’inglese britannico non formale, in particolare nei media, mentre è stato a lungo sconsigliato nell’inglese americano e solo recentemente ha ricevuto l’approvazione di alcune guide di stile di riferimento.

Alternative al singular they

Le soluzioni alternative al singular they di tipo 2 sono piuttosto macchinose. La sensibilità contemporanea fa infatti evitare l’uso del pronome singolare maschile he “generico” (ad es. ask your doctor if he offers…) che un tempo era considerato neutro ma ora è stigmatizzato perché sessista.

Il singular they si può sostituire con:
he or she (ad es. ask your doctor if he or she…)
s/he (ad es. ask your doctor if s/he…)
uso alternato di he e she in paragrafi o capitoli diversi
riformulazione delle frasi, ad es. dando la preferenza a costruzioni indirette e soggetti al plurale (ad es. doctors should be asked if they…)

Per chi è abituato all’inglese britannico ma deve seguire guide di stile americane è confortante vedere che negli Stati Uniti si sta finalmente superando l’avversione per il singular they e che proprio in America è nato un nuovo uso.

Singular they – nuovo uso (3)

All’inizio del decennio scorso i linguisti americani hanno osservato che molte persone giovani che non si riconoscevano in un’identità di genere binaria (quindi né maschile né femminile) indicavano la propria preferenza per il pronome they nei riferimenti che li riguardavano. Il pronome they è infatti epiceno: non fa alcuna distinzione in base al genere, al contrario dei pronomi singolari he e she.

Alcuni esempi d’uso da The future of singular they:
Kim helped themself to another piece of cake;
Sandy left their phone on the train;
A: “Is Mary coming to dinner?” B: “No, they texted me to say that they’re not feeling well”.

L’innovazione rispetto ai modelli 1 e 2, descritti sopra, è che in questo caso il pronome they fa riferimento a una persona specifica, che è nota o chiaramente identificata.

In questo uso (3), they viene considerato come un nuovo pronome singolare. È un fenomeno importante perché i pronomi fanno parte di una classe chiusa che raramente subisce modifiche*, al contrario invece di classi aperte come i sostantivi, in continua evoluzione. C’è comunque un precedente di pronome che acquisisce una nuova funzione: il pronome di seconda persona plurale you che aveva sostituito il pronome singolare thou.

È rilevante anche il riutilizzo di materiale linguistico esistente, senza ricorrere a uno dei pronomi neutri alternativi di terza persona singolare che sono stati creati appositamente negli anni da diversi autori ma che non si sono mai veramente affermati (alcuni esempi: thon, xe/xem, ze/zir). L’uso 3 invece si sta diffondendo sempre più rapidamente.

Con la scelta di they parola dell’anno nel 2015, e con la sua riconferma come parola del decennio, i linguisti dell’ADS hanno voluto dare rilievo a un cambiamento che ritengono di grande importanza, non solo per gli aspetti sociali ma soprattutto per quelli grammaticali.

My pronouns are…

È direttamente collegata a singular they anche la parola scelta dall’ADS per il 2019, (my) pronouns.

my  pronouns are
immagine di spille dell’University of Kansas via GOOD

My pronouns are they / them  o altra combinazione è la formula usata sui profili sui social e altrove per indicare il proprio pronome di terza persona di riferimento. La usano anche persone cisgender (coloro la cui identità corrisponde al sesso e genere attribuiti alla nascita) per solidarietà e per sostenere un linguaggio che non faccia distinzioni di genere.

Se non si conoscono i pronomi preferiti di una persona, si può chiedere What are your pronouns? È un’informazione non necessaria per interazioni dirette, durante le quali si usa sempre l’unico pronome di seconda persona, you, ma che consente di avere indicazioni sull’identità di genere e rispettarla.

Imprecisioni nei media italiani

Ho visto alcune notizie italiane sul singular they tradotte dall’inglese, spesso letteralmente, dove si nota qualche confusione. Ad esempio, non viene fatta alcuna distinzione tra gli usi del singular they esistenti da tempo (1 e 2) e quello più recente che ha attirato l’attenzione dei linguisti (3). Altre imprecisioni (in rosso) con i miei commenti.

· il Merriam-Webster ha ufficialmente sdoganato l’uso del pronome di terza persona plurale “they” come pronome singolare “non binario”
· Merriam-Webster riconosce “they” come singolare senza genere
· il vocabolario consacra finalmente il pronome neutro

➜ si nota un fraintendimento ricorrente sul ruolo dei dizionari, che non sdoganano, consacrano o approvano le parole ma le registrano e ne descrivono gli usi, cfr. “Se lo dice il dizionario…”

· «They is», «Loro è», dicono sempre più spesso gli americani
➜ con il pronome they il verbo è sempre coniugato al plurale, quindi they are!

· [il singular they] è una sgrammaticatura
➜ no, come mostra la descrizione degli usi 1 e 2.

· Asia Kate Dillon: “Né lui né lei, datemi del loro”
➜ con la traduzione letterale si confonde l’uso del singular they per questioni di identità di genere con un pronome allocutivo di cortesia o reverenziale (loro) che in italiano è usato per esprimere un alto livello di formalità.

· in Italia l’uso del «loro» al singolare è complicato dall’obbligatoria declinazione al maschile e al femminile degli aggettivi
· In italiano, l’utilizzo di pronomi neutri e non-binary è più complicato, anche se l’uso del più generico "persona" o dell’asterisco nello scritto possono ritenersi dei validi compromessi
➜ l’uso dei pronomi in inglese e italiano non è equiparabile: in inglese il soggetto pronominale è obbligatorio mentre in italiano è omesso, a parte poche eccezioni, perché la nostra è una lingua a soggetto nullo (“pro-drop”), quindi non ha molto senso pensare di poter applicare la stessa strategia (a questo proposito, sono perplessa anche dalla scelta di chi sui social interagisce quasi esclusivamente in italiano ma che sul proprio profilo, su modello anglofono, specifica She/Her/Lei oppure Lui/He/Him o combinazioni ibride simili).

In conclusione: è preferibile descrivere i casi in cui in inglese si ricorre al singular they spiegandone il contesto d’uso, senza proporre equivalenze letterali che in italiano non hanno molto senso.


Aggiornamento dicembre 2020

Una notizia dal mondo del cinema americano in cui è rilevante l’uso dei pronomi: Elliot Page: Star of X-Men and Juno announces he is transgender. L’annuncio è stato fatto sui social e inizia con questa frase:

Hi friends, I want to share with you that I am trans, my pronouns are he/they and my name is Elliot.

Page segnala che non è più Ellen ma Elliot e d’ora in poi in suo riferimento andrà usato il pronome maschile he oppure il pronome they che invece non fa distinzione di genere (non entrambi nello stesso contesto ma o l’uno o l’altro).

Vari media italiani hanno riportato la notizia ricorrendo a traduzioni letterali inadeguate in cui si ritrovano le imprecisioni già descritte sopra. Alcuni esempi:

«Sono trans e i miei pronomi sono lui/loro». La star di Juno Ellen Page diventa Elliot Page

“I pronomi con cui potete rivolgervi

Da oggi Ellen Page si chiamerà Elliot Page. La star canadese, protagonista di film come Juno e della serie Marvel degli X-Men, ha annunciato oggi di essere transgender, che la sua identità è maschile e che i pronomi per chiamarla sono lui e loro.

“Ciao amici” – ha scritto l’attore su Twitter – “Voglio condividere con voi che sono trans, il mio pronome è ‘lui’ e ‘loro’ e il mio nome è Elliot.

Questi esempi ribadiscono che non ha molto senso tradurre letteralmente la frase my pronouns are e i pronomi stessi perché in inglese e in italiano hanno un uso e una rilevanza diversi. Sarebbe stato invece preferibile mantenerli in inglese spiegando perché è significativo culturalmente e socialmente che una persona indichi le proprie preferenze.

[Nell’ultimo esempio si nota anche un errore elementare: my name is Elliot non si traduce il mio nome è Elliot, come nel peggiore doppiaggese, ma mi chiamo Elliot].

Aggiornamento maggio 2021

Demi Lovato, cantante statunitense, ha fatto questo annuncio sulla propria identità di genere:

tweet di Demi Lovato: Today is a day I’m so happy to share more of my life with you all- I am proud to let you know that I identify as non-binary & will officially be changing my pronouns to they/them moving forward

Nei media italiani si sono visti gli stessi errori già fatti per Elliot Page, ad es. la principale agenzia italiana ha titolato Demi Lovato: ‘Sono non binaria, datemi del loro’ con sottotitolo La cantante Demi Lovato ha rivelato di essere non-binaria e ha chiesto di rivolgersi a lei con il pronome ‘voi’ o ‘loro’, per poi redigere l’intero articolo esplicitamente al femminile. Sui social si sono viste molte reazioni da parte di chi ha frainteso la notizia e ha ritenuto erroneamente che si trattasse di pronomi allocutivi e di una pretesa di estrema formalità e reverenza da parte di Lovato.

Aggiornamento ottobre 2021

Questo post è stata la prima spiegazione grammaticale apparsa in italiano del nuovo uso del singular they, a cui poi hanno attinto vari media (solo alcuni però hanno citato la fonte). Qui la sintesi di un’intervista apparsa nella rivista Marie Claire:

Testo: Sui profili social in inglese è frequente l’indicazione my pronouns are seguita da pronomi di terza persona singolari come she /her o plurali come they / them o anche una combinazione come He/They di cui si è molto discusso perché scelta dall’artista Elliot Page. È una pratica nata negli Stati Uniti per indicare la propria identità di genere e richiedere l’uso di un linguaggio che la rispetti. Per riferirsi a persone non binarie si ricorre infatti a un nuovo uso, più ampio, del singular they, un meccanismo grammaticale in uso da secoli quando il sesso di una persona non è noto, non è rilevante o è indefinito (esempio: la canzone di Sting If You Love Somebody, Set Them Free del 1985). Sono però perplessa da chi cerca di riprodurre pedissequamente questo modello in italiano, they > loro, nonostante i pronomi personali siano marginali rispetto all’inglese, e credo sia un segnale che va migliorata la comprensione di cosa determina l’“inclusività” di una lingua. Altri segnali sono la confusione tra genere grammaticale e genere nel senso di identità, due concetti diversi, e le polemiche sterili sull’uso di asterisco o di schwa (il carattere ə) in sostituzione delle desinenze maschili e femminili: le ritengo proposte poco praticabili ma importanti per far riflettere su questi temi, alla ricerca di opzioni alternative più comprensibili. Ecco così che il singular they conta anche per noi: ci insegna che le soluzioni che riutilizzano materiale linguistico esistente, senza introdurre elementi estranei, hanno maggiori probabilità di affermarsi.


Vedi anche:

Questioni di genere nel linguaggio amministrativo (oscuramento e visibilità del genere)
Il bonifico, un’operazione maschile (per rivolgersi ai clienti con un linguaggio neutro)
“you guys” e la concessione di Romney (come distinguere you singolare e you plurale)

Nuovi post:
Singular they presidenziale
I pronomi di Elliot Page con una nota sul potenziale falso amico trans
Agrammaticale: “assegnato maschio alla nascita”

Alcuni riferimenti:

Welcome, Singular “They”
A Brief History of Singular ‘they’
For linguists, it was the decade of the pronoun
This Is Why Singular ‘They’ Is Such a Controversial Subject 
A guide to how gender-neutral language is developing around the world
2019 Word of the Year is “(My) Pronouns, ” Word of the Decade is Singular “They” as voted by American Dialect Society


*  Per capire l’evoluzione nell’uso di un pronome (elemento di una classe chiusa) con un esempio italiano si può osservare che nel linguaggio non formale il pronome complemento indiretto di terza persona singolare maschile gli viene usato al posto del pronome di terza persona plurale loro (ad es. ho visto i miei amici e gli ho detto che…, cfr. Possiamo dargli torto?) e in alcune varietà regionali e contesti colloquiali gli sostituisce anche il pronome singolare femminile le (ad es. ho visto la mia amica e gli ho detto che…).