Agrammaticale: “assegnato maschio alla nascita”

In questi esempi da articoli recenti è evidenziata una locuzione impropria usata per segnalare che l’identità di genere di una persona non coincide con il sesso indicato nell’atto di nascita:

Esempio 1: Dal 2018 ad oggi sono stati tantissimi i giovani che hanno cambiato sesso, secondo i dati dell’ospedale San Camillo di Roma sono cresciuti del 470%. Negli adulti le percentuali sono le seguenti: 44% “assegnati maschi alla nascita” e 56% “assegnate femmine alla nascita”.  Esempio 2: «Ti senti maschio o femmina?». «Io mi sento io». Federico è assegnato maschio alla nascita, ma subito, fin da quando aveva un anno e mezzo, trasferisce al mondo esterno la sua percezione di sentirsi invece una bambina. Non solo per gli abiti che vuole indossare, non solo per i giochi che predilige.

La stessa locuzione è usata anche in ambito sanitario e in un recente disegno di legge. Presumo che chi descrive una persona come assegnato maschio o assegnata femmina alla nascita non si renda conto che è agrammaticale.

Si tratta di una traduzione letterale della formula inglese assigned male / female at birth (acronimi AMAB e AFAB) che non tiene conto di due differenze tra inglese e italiano non solo di tipo grammaticale ma anche lessicale.

In inglese, passivo “personale”

In inglese esistono due tipi di frasi passive. Quando una frase attiva ha un oggetto diretto e un oggetto indiretto, entrambi possono diventare il soggetto della frase passiva. È più semplice spiegarlo con un esempio: l’insegnante che leggeva una storia ai bambini.

Frase attiva:
the teacher [SOGGETTO]
read
a story [OGGETTO DIRETTO]
to the children [OGGETTO INDIRETTO]

Frasi passive corrispondenti:

  1. da oggetto diretto:
    a story was read to the children (by the teacher)
     
  2. da oggetto indiretto, o “passivo personale”:
    the children were read a story (by the teacher).
    Questa è la forma più frequente, di gran lunga preferita alla precedente.
    NB
    In italiano non esiste una costruzione equivalente: i bambini non possono essere il soggetto della frase passiva.

Un esempio più specifico: dalla forma attiva a doctor assigns a sex to a baby at birth si ha la forma passiva a baby is assigned a sex at birth a cui rimanda la locuzione assigned male / female at birth.

In italiano, agrammaticalità

In italiano non ha quindi molto senso affermare che qualcuno è [stato] *assegnato maschio alla nascita: è una frase del tutto agrammaticale perché non è previsto che l’oggetto indiretto del verbo assegnare (qualcosa a qualcuno) diventi il soggetto di una frase passiva.

Inoltre, maschio o femmina senza articolo appaiono come aggettivi, ma anche assegnare + aggettivo è una costruzione che dovrebbe essere percepita come agrammaticale.

Assign ≠ assegnare

La traduzione letterale è inadeguata anche dal punto di vista lessicale: in inglese assign in questo contesto non significa “assegnare” (conferire, destinare, ad es. un premio o una ricompensa) ma indicare, associare o attribuire un valore o altro elemento distintivo a qualcosa o a qualcuno.

È sconsolante che in italiano si ricalchi superficialmente l’inglese con traduzioni poco ragionate e poco informate. Sarebbe invece preferibile ricorrere a espressioni coerenti con la terminologia istituzionale usata in riferimento alla dichiarazione di nascita e all’atto di nascita.

Nel Certificato di assistenza al parto (cfr. decreto 16/7/2001, n. 349) il sesso viene indicato:

Testo: Sezione C2 - Informazioni sul neonato. In caso di parto plurimo tale sezione va compilata per ogni nato. Sesso del neonato.  Indicare:  maschio 1;   femmina 2.

Anche gli articoli 29 e 30 del decreto PdR 3/11/ 2000, n. 396, Regolamento per la revisione e la semplificazione dell’ordinamento dello stato civile, specificano che il sesso viene indicato:

Testo: Nell’atto di nascita sono indicati il luogo, l’anno, il mese, il

Per gli adulti si fa invece riferimento al sesso che è stato enunciato nell’atto di nascita, cfr. legge 14/4/1982, n. 164, Norme in materia di rettificazione di attribuzione di sesso.

Testo: La  rettificazione  di cui all'articolo 454 del codice civile si fa

Sarebbe quindi preferibile ricorrere a locuzioni quali indicato/a come maschio / femmina nell’atto di nascita (o a cui è stato attribuito sesso maschile / femminile) oppure, meno formale, registrato/a come maschio / femmina all’anagrafe.


Vedi anche: I pronomi di Elliot Page per una nota sulle potenziali ambiguità della parola trans nelle traduzioni dall’inglese all’italiano: in inglese trans solitamente è un aggettivo, forma abbreviata di transgender, ma in italiano potrebbe invece essere erroneamente interpretato come transessuale, tutt’altro concetto.