Le improbabili “51 locazioni possibili”

Concludo la settimana con un altro esempio degli effetti del terrore delle ripetizioni nei media italiani:

Titolo: “Deposito per le scorie nucleari, pubblicato l’elenco: ecco i siti idonei in 6 regioni”. Testo: “Il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha pubblicato sul proprio sito l’elenco delle aree idonee per il deposito nazionale delle scorie nucleari, contenuto nella Carta Nazionale delle Aree Idonee (Cnai)”

Chi ha scritto questo testo immagino abbia ritenuto disdicevole ripetere area o sito e alla ricerca di sinonimi abbia pensato a location. Probabilmente avrà ritenuto che l’anglicismo fosse inadatto al contesto scorie nucleari, da cui la forma “italianizzata” locazione. Così però si dimostra scarsa padronanza del lessico italiano e viene confermato che la ricerca ossessiva di sinonimi spesso va a discapito di coerenza e correttezza dei contenuti.

Location ≠ locazione

Location e locazione sono infatti falsi amici: in italiano la parola locazione non identifica nessun luogo specifico ma è unicamente il “contratto con cui una parte (locatore) concede a un’altra (locatario) il godimento di una cosa mobile o immobile per un certo tempo dietro un corrispettivo determinato”.

L’errore mi ha fatto tornare in mente un cartello visto sull’Etna una dozzina di anni fa: 

cartello con scritta RENT JACKET SHOES LOCATION

Mi ero spiegata location solo quando mi ero resa conto che in Sicilia il geosinonimo locare prevale su affittare, e quindi location andava presumibilmente interpretato come traduzione letterale di locazione (nel negozio si poteva noleggiare abbigliamento per le escursioni sul vulcano).


Definizione di locazione dal Dizionario Zingarelli

3 commenti su “Le improbabili “51 locazioni possibili””

  1. Stefano:

    In informatica è si è sempre usato il calco “locazione di memoria” da “memory location”. Forse questo ha potuto influenzare il titolista?

    Un po’ come quando tutti oramai dicono di “salvare” il documento invece di “conservarlo” o “metterlo da parte”!

  2. Licia:

    @Stefano è un uso così specifico che dubito possa avere influenzato chi non opera in ambito informatico (a proposito, avevo verificato nei siti istituzionali citati e non hanno mai usato locazione ma sito, area e zona, quindi è proprio una scelta specifica di chi ha scritto l’articolo).

    Ai termini informatici come salvare che in origine erano falsi amici ma che sono entrati stabilmente nell’uso e si sono trasformati così in prestiti camuffati aggiungo un altro classico, libreria, e uno più recente ma che ormai è diffusissimo, mutare (mute). Me ne vengono in mente altri come processare, minare (criptovalute), paragraph per capoverso, capitalizzazione (per minuscole > maiuscole), collassare, indentare… Se non altro siamo riusciti a far prevalere preferiti su favoriti!!

  3. Mauro:

    A livello tecnico il termine più corretto è sito.
    Area o zona non sono sbagliati, anzi, ma più generici (infatti talvolta si parla di “definire un sito all’interno di un’area”, per esempio).
    Ad ogni modo confermo che “locazione” non è mai apparso in nessun documento tecnico, scientifico o legislativo/politico, bensì solo sulla stampa.

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