L’ordine delle cose…

vignetta ambientata in paradiso, con angeli che mostrano a Dio un tabellone con due disegni, una gallina e un uovo. Un angelo dice “Okay, Boss. We can create both simultaneously, but there’s gonna be questions”

Questa vignetta di Dave Blazek funziona perfettamente anche nella traduzione letterale italiana: “OK capo. Possiamo crearli entrambi simultaneamente, ma ci saranno domande”. Sia in inglese che in italiano è infatti ovvio il rimando alla stessa classica domanda esistenziale.

C’è però un dettaglio che, ne sono convinta, un vignettista italiano avrebbe disegnato diversamente: nel tabellone avrebbe messo l’uovo a sinistra e la gallina a destra. In questo caso l’ordine è determinato dalla lingua ed evidenzia una differenza nel modo di esprimere la stessa domanda in inglese e in italiano:

which came first, the chicken or the egg?  
è nato prima l’uovo o la gallina?  

The chicken or the egg e l’uovo o la gallina sono esempi di binomi lessicali: coppie di parole della stessa categoria, unite da una congiunzione, che si presentano in un ordine fisso, come acqua e sapone in italiano e thoughts and prayers in inglese (e non *prayers and thoughts). L’ordine degli elementi costitutivi è determinato da tendenze fonologiche, metriche, semantiche e pragmatiche.

In Binomi lessicali italiani e inglesi ho raccolto altri esempi di differenze tra le due lingue (ad es. baci e abbracci vs hugs and kisses).

Vedi anche: Lupo cattivo in inglese, con reduplicazione per altri esempi di elementi lessicali con ordine fisso.

4 commenti su “L’ordine delle cose…”

  1. Stefano:

    Ciao Licia, salve a tutti,

    mi è venuto in mente che probabilmente la stessa vignetta italiana si differenzierebbe anche per un altro dettaglio: il colore della pelle dei vari personaggi. Mi sbaglierò, ma per Dave Blazek dev’essere implicito rappresentare una vignetta ispirandosi alla società multietnica in cui è inserito. Non penso l’abbia fatto per una questione legata al politicamente corretto. Oppure sì? Non vivo più in Italia da diversi anni, ma nonostante anche lì si sia arrivati a un’immigrazione di 2ª, se non di 3ª generazione, questi automatismi faticano ad entrare nella mente e nelle abitudini della gente. Involontariamente o volontariamente. Sono convinto pertanto che tutti e quattro i personaggi avrebbero avuto la pelle più chiara (che anche Dio abbia la pelle chiara anche per Blazek, beh, questa è un’altra storia 🙂 ).

    Stefano

    P.S. Mi sono permesso di darti del tu, ti seguo con passione da diverso tempo e ti considero un’amica 🙂

  2. Licia:

    @Stefano, è probabile. Ricordi di inizio millennio: riunione di lavoro sulla scelta della foto ambientata in ufficio per pubblicizzare un prodotto software, con discussione se confermare la foto multietnica allora tipicamente americana oppure sceglierne una non inclusiva che il potenziale acquirente italiano inconsciamente trovasse più simile alla propria esperienza lavorativa.

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