Milkshaking, occasionalismo politico

vignetta con bicchierone di milkshake da cui viene fatto volare fuori il contenuto
Vignetta: Lucas Varela per Financial Times

Nel Regno Unito sta facendo discutere una nuova forma di protesta politica diretta a esponenti populisti, di estrema destra e pro Brexit, che vengono inondati con frappé (milkshake) del tipo venduto in bicchieroni nei fast food

Dal sostantivo milkshake sono nati e subito diventati virali due neologismi: il verbo milkshake e quindi il sostantivo milkshaking. Esempi d’uso:
1 Why Milkshaking Works 
2 Anti-EU candidates have been #milkshaked 
3 Today’s front pages: milkshaken Farage and rise in racism

Farage left milkshaken

La grammatica di milkshake

In inglese quasi tutti i sostantivi possono essere trasformati in verbi, un meccanismo di creazione di neologismi molto produttivo noto come verbing o verbification, iponimo del concetto di transcategorizzazione o conversione: viene assegnata una nuova categoria grammaticale a una parola esistente, senza modificarla.

Un aspetto peculiare del verbo milkshake, che si può osservare confrontando gli esempi 2 e 3, è la coesistenza di due forme per il participio passato:
2 regolare milkshaked, come ci si aspetta da un processo di transcategorizzazione
3 irregolare milkshaken, per interferenza del verbo irregolare shake (cfr. forma aggettivale shaken, “turbato, scosso”), e da alcuni modi di dire.  

Una battuta ricorrente sui politici colpiti dai frappé è infatti milkshaken but not stirred, ricalcata sulla locuzione shaken but not stirred, “scosso ma non intimidito”.

Richiama anche una frase molto simile, associata a tutt’altro tipo di bevanda: shaken, not stirred, usata da James Bond per descrivere la preparazione del Martini (nelle versioni italiane dei film il cocktail è “agitato, non mescolato”).

Milkshake nella cultura popolare

Difficile prevedere se il verbo milkshake entrerà stabilmente nella lingua inglese o se invece, come penso sia più probabile, rimarrà un occasionalismo.

L’azione di protesta però ha avuto una tale visibilità che in questi giorni è apparsa già in molte vignette sulla politica britannica, come questa che ritrae Theresa May e Boris Johnson, l’ex ministro degli esteri che aspira a sostituirla come capo del partito conservatore e del governo: 

vignetta: Theresa May coperta di frappé lanciatole da Boris Johnson in fuga; in mano ha il coperchio con cannuccia. Didascalia: clutching at straws
 Vignetta: Dave Brown

È intitolata clutching at straws, “appigliarsi a qualunque cosa” (letteralmente a fili di paglia, ma straw è anche la cannuccia) pur di salvarsi in una situazione disperata, che è quella in cui si trova May in questi giorni, incapace di trovare un accordo sulla Brexit e sotto pressione da parte del suo partito che le ha voltato le spalle e ne vuole le dimissioni. 

vignetta con Theresa May colpita inondata da una decina di frappé. Didascalia: May unites MPs ahead of Brexit Vote
Vignetta: Peter Brookes

Nei commenti sul nuovo verbo milkshake viene spesso citato anche un altro neologismo, milkshake duck, che descrive qualcuno che passa rapidamente “dalle stelle alle stalle”: significato e origine dell’espressione in Anatre in inglese: zoppe, morte, “frullate”…

Milkshake vs frappé

Infine, alcune note lessicali. Anche in inglese esiste la parola frappé /ˈfrapeɪ/ ma non è del tutto chiaro cosa la differenzi da milkshake perché le caratteristiche distintive cambiano a seconda delle fonti consultate.

Per alcune riguarda la consistenza (meno denso il frappé); per altre milkshake è composto da latte e sciroppi o preparati in polvere e diventa frappé solo se si aggiunge gelato; per altre ancora la differenza sta negli ingredienti che insaporiscono la bevanda: se frutta, vaniglia e cioccolata è milkshake, se invece la base è caffé o tè si tratta di frappé.

Anche in italiano c’è chi usa l’anglicismo milkshake, presumo introdotto dalle catene di fast food per descrivere le proprie bevande a base di latte. Come in inglese, anche in italiano la differenza tra frappé e milkshake varia a seconda della fonte consultata.

A quanto pare non si è posto troppi problemi di equivalenza chi ha descritto il fenomeno del milkshaking per un quotidiano italiano:

C'è una strana rivolta in corso in Gran Bretagna: quella combattuta a colate di milkshake contro razzismo e sovranismo. Prende di mira euroscettici in campagna elettorale, travolti per strada da bicchierate di frappé […] Il clou di questa guerra dei frullati è stato raggiunto venerdì con Nigel Farage […] investito dalla candida bevanda. A lanciarla Paul Crowther, che gli ha tirato addosso un appiccicoso mix a base di latte, banana e caramello salato

È un esempio dell’ossessione molto italiana contro la ripetizione, che spinge a cercare alternative a tutti i costi: ne ho discusso in Variazione e ripetizione (con partita Iva e tweet).
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2 commenti su “Milkshaking, occasionalismo politico”

  1. John Dunn:

    A proposito della grammatica: si può dire sia milkshaked sia milkshaken, ma non penso che si possa dire: Yesterday a protester *milkshook Nigel Farage.

    E anche se è vero che si può trasformare quasi tutti i sostantivi inglesi in verbi, non è meno vero che nella maggioranza dei casi è meglio non farlo.

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