Se l’ha detto l’agenzia…

Silvia Pareschi di Nine hours of separation mi ha segnalato La stampa italiana non può farcela da sola in Phastidio.net, che evidenzia come i media italiani abbiano riportato un intervento in inglese di Carlo Cottarelli del Fondo Monetario Internazionale attribuendogli l’affermazione drastica l’Italia non può farcela da sola [ad uscire dalla crisi economica] quando in realtà si era limitato a dire [sulla necessità di finanziamenti e “firewall” più solidi] and this goes beyond what Italy can do on its own (“va oltre quello che l’Italia può fare da sola”), come si può verificare dalla trascrizione dell’intervento.

L’articolo si conclude chiedendosi “Riusciremo ad avere una stampa che si libera della sindrome dello scoop e verifica le notizie, magari con un buon traduttore o con qualcuno che capisca qualcosa di economia?”

In effetti a volte si ha l’impressione che i media italiani si avvalgano un po’ frettolosamente delle traduzioni in italiano fornite dalle agenzie di stampa, senza verificare le fonti (come per le riforme impressionanti e i germogli di soia).

Una ricerca nei siti delle agenzie mostra che il 24 gennaio la notizia è stata data in modo molto simile, quindi si dovrebbe desumere che si tratti proprio delle parole di Cottarelli:

FMI: Cottarelli, Italia non puo’ farcela da sola (AGI)
"L’Italia non ce la può fare da sola": lo ha detto il direttore del Dipartimento degli affari di bilancio dell’Fmi, Carlo Cottarelli (ANSA)
Allarme del Fondo monetario: ”L’Italia non ce la può fare da sola” (Adnkronos)

Se però si cerca la versione inglese delle stesse notizie, pubblicate dopo quelle italiane (orario nei link), si scopre un dettaglio interessante:

IMF’s Cottarelli warns Italy cannot manage on its own (AGI)
Italy doing well but can’t make it alone, says IMF (ANSA)

Cottarelli parlava in inglese, eppure la sua affermazione è stata riportata con parole alquanto diverse, che appaiono peraltro solo nei siti delle agenzie italiane. Viene addirittura il sospetto che alla traduzione “creativa” dall’inglese all’italiano (forse proposta da una prima agenzia che ha poi ispirato le altre?) sia seguita una ritraduzione in inglese. Possibile?

6 commenti su “Se l’ha detto l’agenzia…”

  1. Marco:

    “In effetti a volte si ha l’impressione che i media italiani si avvalgano un po’ frettolosamente delle traduzioni in italiano fornite dalle agenzie di stampa, senza verificare le fonti (come per le riforme impressionanti e i germogli di soia).”

    Verissimo. Altrettanto vero, purtroppo, che a volte i media si affidano (e si fidano di) sistemi di machine translation come Google Translate… 🙁

  2. Mauro:

    Beh, tenendo conto che i testi in inglese che riporti sono dell’AGI e dell’ANSA (cioè di due dell’agenzie che hanno “tradotto male” in italiano) penso non si tratti di ritraduzione, bensì di semplice sensazionalismo (cioè hanno estrapolato le parole che servivano per lo “scoop” indipendentemente dal contesto) oppure totale incomprensione del contesto (e del concetto) stesso.

    Saluti,

    Mauro.

  3. Vlad:

    Credo che parte del problema non sia dipendente dalla traduzione ma dall’usanza di considerare il titolo al posto dell’intera notizia, un po’ alla guisa di un tweet (è solo un paragone, bada bene, perché questa compressione esasperata dell’informazione è arrivata molto prima di twitter). Il titolo poi dev’essere accattivante per esigenze di giornalismo: pancia in dentro e petto in fuori, spariamola a toni pieni, senza tentennamenti o segni di esitazione. Altrimenti, quale attenzione cattura?
    Così ci vediamo apostrofare che ‘Tizio dice sì’ e ‘Sempronio dice no’ quando a monte vi sono considerazioni e sfumature che non si possono riassumere nel titolo: l’articolo intero non lo leggerà mai nessuno, e circoleranno giudizi su queste stoccate perentorie senza vie di mezzo come se fossero le parole originali.
    Se l’informazione avesse una compressione lossless saremmo borg 😉

  4. Licia:

    @Marco, oppure semplicemente si fidano un po’ troppo dei dizionari bilingui.

    @Mauro, rimane comunque la curiosità di capire da dove arrivino le parole in inglese attribuite a Cottarelli perché non mi aspetterei ben tre formulazioni diverse, can do on its own, cannot manage on its own e can’t make it alone. Mi viene tanto in mente il “riscrivere con parole proprie” della scuola dell’obbligo…

    @Vlad, del tutto d’accordo! Se poi i titoli vengono scritti da una persona diversa da quella che ha compilato la notizia…

  5. Mauro:

    Licia, non so nelle agenzie, ma nei quotidiani e nelle riviste i titoli vengono praticamente sempre scritti da persone diverse dagli autori degli articoli.

    Per quanto riguarda la curiosità che ti è rimasta… in effetti sì, ricorda molto il “riscrivere con parole proprie” 🙂

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