Ortografia italiana e prestiti dall’inglese

Un commento a Prestiti e calchi in italiano mi ha fatto venire in mente un articolo che avevo letto un po’ di tempo fa, Italian spelling, and how it treats English loanwords, interessante perché riassume l’evoluzione dell’ortografia italiana, ne descrive le incongruenze* e analizza le modalità di assimilazione dei prestiti dall’inglese:

Prestito non integrato: la tendenza attuale è l’adozione dei forestierismi senza modifiche, tempo fa invece si preferivano i calchi e i prestiti “adattati”. Grazie a questo fenomeno, usiamo combinazioni di grafemi estranee all’ortografia italiana tradizionale, ad es. budget, deadline, show.
Assimilazione grafica: rara, descrive una grafia alternativa più consona alle convenzioni italiane, come nailon per nylon, oppure ipercorrettismo che porta a sostituire alcuni caratteri con altri “stranieri”, ad es. byke al posto di bike. 
Assimilazione morfologica: avviene quando si formano nuove parole con un suffisso italiano equivalente a quello inglese, ad es. –azione e ation (standardizzazione) oppure –ism e –ismo (turismo), quando si aggiunge una vocale finale ai sostantivi (alligatoralligatore; shakespearian ➝ shakespeariano) o are ai verbi (formatformattare).
Italianizzazione delle consonanti inglesi: comune in passato nei prestiti integrati, riguardava le lettere non presenti nell’alfabeto italiano, ad es. J veniva convertita in GI (junglegiungla, pyjamaspigiama), K in C (beefsteak ➝ bistecca, folklorefolclore), CH in CI (lynchlinciare), SH in SC o SCI (sheriffsceriffo, shawl ➝ scialle) ecc.
Italianizzazione delle vocali inglesi: avviene soprattutto nella pronuncia; nella forma scritta veniva adottata per le combinazioni di vocali considerate estranee al nostro sistema, ad es. OO e OU sono diventate U (tabootabù, tourismturismo).

Vedi anche: Parla come mangi 1, sulla pronuncia delle parole inglesi in italiano.


* Le principali incongruenze nell’ortografia italiana sono causate da “omografia” (a fonemi diversi è associata la stessa lettera) ed “eterografia” (lo stesso fonema viene scritto in modi diversi).
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Coppie di fonemi resi con la stessa lettera:
/e, ɛ / si scrivono E
/o, ɔ/ si scrivono O
/ɪ, j/ si scrivono I
/u, w/ si scrivono U
/s, z/ si scrivono S
/ts, dz/ si scrivono Z
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Fonemi realizzati con lettere diverse:
/k/ si scrive C in casa ma Q in qui 
/g/ si scrive G in gatto ma GH in ghiro
/ʧ/ si scrive C in cera e arance ma CI in ciao e camicie
/ʤ/ is scrive G in gelo ma GI in giusto
/ʃ/ si scrive SC in scemo ma SCI in sciarpa
ecc.

Vedi anche: altri post con tag ortografia.

5 commenti su “Ortografia italiana e prestiti dall’inglese”

  1. Licia:

    @ Suomitaly: io conoscevo cingomma, probabilmente la preferenza per /ʧ/ o /ʤ/ è una differenza fonetica nord/sud? In Romagna, dove sono cresciuta, si diceva invece cicles (“una cicles”), un prestito in questo caso dallo spagnolo chicle.

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