Centaurus: il virus come gli anticicloni africani

Alcuni titoli di notizie di inizio settembre 2022 sulla sottovariante BA.2.75 del coronavirus Sars-CoV-2:

[immagine] Titoli di notizie: Covid, Centaurus non resiste agli anticorpi più di Omicron 5; Centarus e Omicron 5, quale variante Covid resiste di più agli anticorpi? Centaurus, studio svela come resiste a anticorpi rispetto a Omicron 5; Covid, le differenze tra Centaurus e Omicron 2, i sintomi, il ruolo dei vaccini

La sottovariante BA.2.75 aveva già fatto notizia a inizio luglio e se ne torna a parlare ora per alcuni studi specifici. Mi pare però che solo i media italiani continuino a usare il nome Centaurus, che non è una denominazione ufficiale: non è usata da Ministero della Salute e ISS, né internazionalmente da OMS e EDCD o altre istituzioni.

Com’è noto, le varianti di Sars-CoV-2 prendono il nome da lettere dell’alfabeto greco e Centaurus non c’entra nulla: è il nome inglese (e latino) di una costellazione, che a sua volta rimanda alla figura biforme della mitologia greca.

In relazione al virus, Centaurus è un nome ad effetto che ha un’origine inusuale, il tweet piuttosto singolare di tale Xabier Ostale, che non è né un epidemiologo né un virologo o altro esperto ma posta spesso in tema pandemia:

tweet di @xabitron1 datato 1 luglio 2022: “I have just named BA.2.75 variant after a galaxy. Its new name is Centaurus strain. Get used to it. Today, I'm in command of anything pandemic”

Il nome Centaurus era subito diventato virale (!) al punto da essere rilanciato dai media di molti paesi, senza farsi troppe domande sulla credibilità fonte. Solo dopo qualche giorno erano seguite considerazioni* varie sull’origine poco ortodossa del nome e sulla sua diffusione sorprendente.

Erano riemerse varie perplessità sul sistema di denominazione dell’OMS, già evidenziate anche in COVID-19: nuovi nomi per le varianti VOC e VOI, tra cui l’uso di sigle alfanumeriche quali BA.2.75 per le sottovarianti, con confusione per il pubblico non specialista, e la lentezza nell’identificare e denominare le varianti che destano preoccupazione.

Monito per l’OMS e altre organizzazioni: se non si denomina prontamente un nuovo concetto, se ne perde il controllo e si rischia che lo facciano altri, con l’incognita di scelte inappropriate e incongruenti con la terminologia esistente.

Virus e meteo

Anche Ostale, l’ideatore di Centaurus, è intervenuto per ribadire la confusione causata da sigle come BA.2.75, e tra le conseguenze ha indicato anche la riduzione della percezione del rischio.

È un aspetto che pensare a tutt’altro ambito, la meteorologia: la percezione del rischio è una delle motivazioni che negli anni ‘50 avevano portato alla decisione di associare nomi di persona ai cicloni tropicali (ora anche alle tempeste e perturbazioni cicloniche più intense che colpiscono l’Italia). I nomi propri hanno infatti il vantaggio di non essere ambigui e di venire memorizzati facilmente; grazie alla personificazione viene prestata più attenzione e ne risulta una comunicazione più efficace, fondamentale nelle emergenze.

Vedo però anche un paragone negativo con la comunicazione dei fenomeni atmosferici e che riguarda in modo specifico i media italiani: la scelta di continuare ad usare Centaurus, anche dopo che ne sono state evidenziate l’anomalia e l’inadeguatezza, mi pare simile all’uso di nomi acchiappaclic come Caronte, Scipione e Lucifero, che ogni anno vengono affibbiati arbitrariamente agli anticicloni africani da un sito meteo sensazionalistico e poi rilanciati dai media, senza mai verificarne l’attendibilità. 


Vedi anche:
COVID-19: nuovi nomi per le varianti VOC e VOI
Flurona? In Italia è irrilevante! (sui nomi riciclati dai media anglofoni, tra cui Delmicron e Deltacron)


   

* Riferimenti

Alcuni articoli di luglio 2022 sul nome Centaurus: La variante Omicron è ancora oggetto di studio ma il sensazionalismo cavalca l’onda    La variante “Centaurus” deve il suo nome a un tizio qualunque  •  Twitter ‘rando’ named a new coronavirus variant Centaurus and it stuck,

[rando, da random person, è un’espressione informale inglese connotata negativamente che viene usata per indicare una persona che non si sa chi sia e il cui comportamento appare insolito, sospettoso o socialmente inappropriato]

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