Fantaparole

Cos’è il FantaSanremo? Il FantaSanremo è l’unico e inimitabile fantagiuoco riguardante il Festivàl di Sanremo consistente nell’organizzare e gestire squadre virtuali formate dagli artisti in gara. Un team, cinque artisti, un capitano! Ogni giocatore ha a disposizione 100 baudi per acquistare 5 degli artisti in gara. È obbligatorio schierare una squadra di 5 artisti e nominare capitano uno di loro.

Tra le notizie associate al Festival di Sanremo 2022 c’è il successo di FantaSanremo, il gioco virtuale (fantagiuoco!) che ha coinvolto centinaia di migliaia di persone.

Il nome è immediato, efficace e trasparente per chi conosce l’esistenza del fantacalcio e altri fantasport e mi ha fatto venire la curiosità di sapere da quanto tempo è in uso l’elemento fantaper denominare gare o campionati virtuali a cui si partecipa online con squadre immaginarie composte di atleti selezionati da campionati esistenti, per poi guadagnare punti che dipendono dal verificarsi di eventi reali, come l’andamento delle partite e i risultati ottenuti degli atleti in campo.

Fantaparole

All’origine c’è fantacalcio, gioco ideato dal giornalista Riccardo Albini nel 1988. È anche un nome commerciale che ha subito la volgarizzazione del marchio diventando un nome comune così diffuso che è stato lemmatizzato da tutti i dizionari. 

Sul modello fantacalcio, grazie all’elemento fanta- sono state formate molte altre parole come ad es. fantasquadra, fantallenatore, fantacampionato, fantascudetto, fantaschedina, fantatorneo, fantapartita, fantacalcista, fantaciclismo, fantabasket, fantatennis, fantasci, fantagioco, fantaquotazioni ecc., e simile a FantaSanremo c’è già stato FantaEurovision per il concorso canoro europeo. Nuovi esempi: FantaTwitter e Fantacitorio, che fa accumulare punti in base a dichiarazioni e azioni dei parlamentari italiani.

La ricerca di dettagli sull’origine dei fantagiochi mi ha fatto notare che andrebbero aggiornate le definizioni di molti dizionari per l’elemento fanta-  perché non includono ancora l’accezione di “relativo a competizioni virtuali online” in cui si è evoluto.

I dizionari fanno invece riferimento ad altre modalità compositive associate alla fantascienza o alla fantasia “per indicare, in tono tra ironico e polemico, modi fantastici, paradossali, scarsamente aderenti alla realtà, di impostare, trattare o interpretare problemi storici, economici, culturali” (Vocabolario Treccani), oppure che conferiscono un significato simile a pseudo-, come nella definizione del Vocabolario Devoto-Oli:

Definizione di “fanta-“ dal Vocabolario Devoto-Oli: “Primo elemento di composti formati modernamente che indica, sul modello di fantascienza, rapporto con presunti mondi extraterrestri o dimensioni spazio-temporali inusitate. Talvolta, nel linguaggio giornalistico, ha significato affine a pseudo-, con una connotazione romanzesca (fantafinanza, fantasesso, fantastoria, fantacalcio)”

I fantasport e i fantagiochi, tra cui il FantaFestival, non sono esclusivamente di fantasia perché presuppongono il verificarsi di eventi reali. Ritengo quindi che nelle definizioni dell’elemento compositivo fanta- andrebbero considerati anche gli aspetti ludici e virtuali più recenti e specifici dell’uso descritto qui sopra.

In inglese, fantasy

I campionati virtuali a cui si era ispirato Albini sono nati negli Stati Uniti (cfr. Fantasy sport – Wikipedia). In inglese però non esiste un elemento compositivo caratterizzante come fanta- in italiano: le fantaparole sono composte con il sostantivo fantasy in funzione aggettivale, ad es. fantasy football, fantasy baseball, fantasy league ecc.

La soluzione italiana originale fantacalcio è apprezzabile anche perché all’epoca era già diffuso l’anglicismo fantasy per il genere letterario e cinematografico, ma a quanto pare non c’è stata alcuna interferenza (o forse si è voluta escludere ogni associazione!). In altre lingue invece il rimando all’inglese è palese e si ritrova ad es. in fútbol fantasy in spagnolo, Fantasy Sport in tedesco e ligue fantasy in francese.


Vedi anche:
Dal Totocalcio alle totoparole
Fantasy e fantasia, prestiti “doppioni”


PS Mi auguro che con la fine del Festival di Sanremo 2022 diminuiscano anche le occorrenze dell’anno 2022 letto all’inglese, come descritto in È il 2022, ma non chiamatelo “venti ventidue”!

5 commenti su “Fantaparole”

  1. FF:

    A proposito di fantasia, notavo che nell’immagine che hai allegato su twitter – https://pbs.twimg.com/card_img/1492929941691850761/RHH-at3R?format=png&name=900×900 – il primo titolo usa il termine “videogioco” con molta elasticità.
    Sul serio un gioco che si potrebbe fare anche con carta e matita diventa un videogioco solo perché è gestito con l’aiuto di un sito web?
    Se il titolista non capisce la differenza forse non ha mai giocato neanche al solitario di Windows…

  2. Licia:

    @FF aggiungo l’immagine:

    Esempi di titoli: 1 Con il Fantasanremo il Festival diventa un videogame di massa; 2 Sale la febbre da Fantasanremo: mezzo milione di squadre; 3 Sanremo 2022, il Fantasanremo, le flessioni e la papalina: cosa sta succedendo; 4 Fantasanremo 2022: la classifica e i punteggi della quarta serata

    Mi piace molto questa attenzione ai dettagli! Concordo che il primo titolo fa nascere qualche perplessità, ma nell’articolo (che si può leggere anche senza abbonamento se si fa una ricerca del titolo “Con il Fantasanremo il Festival diventa un videogame di massa”) la similitudine con i videogiochi è chiarita:

    …La scaletta cambia forma all’istante, una scaletta non ufficiale come sovrimpressa a quella ufficiale, un dialogo segreto fra chi passa dal palco e una porzione di pubblico, di fan-tifosi. Che prendono il controllo, o per meglio dire il joystick dell'Ariston. E così Sanremo diventa un maestoso videogame: un gioco di massa, una sfida a livelli. I giocatori-spettatori possono dire la loro per venti ore consecutive sull'esibizione di Drusilla Foer. Oppure produrre meme a ripetizione. Oppure, ancora, ingaggiare una tenzone etica con il conduttore effettivo, rimproverandogli gaffe e postura sul palco. Possono discutere l'opportunità di questa o quella cover (con frasi fatte del tipo "Mogol, perdonalo"...). Possono fare di più: "comprarsi" i cantanti, guidarli nel festival parallelo, nella scaletta fantasy e situazionista in cui la canzone conta niente e la differenza la fa un urlo, un capezzolo, un grido di battaglia.

    Il riferimento è alle modalità di gioco ora prevalenti per i videogiochi: coinvolgono più giocatori contemporaneamente che con le loro azioni e interazioni determinano l’evoluzione della partita, che non è prevedibile quando si inizia a giocare proprio perché consente numerose variabili e scenari.

  3. Kevan Houser:

    Ciao Licia,

    apprezzo sempre i tuoi articoli. (Sono americano e traduco verso l’inglese. Qualche anno fa ti ho lasciato un commento per un post.)

    Questo post infatti mi era di particolare interesse perchè di recente mi toccava di tradurre “fantabiologia” (nel senso del genere di film) in inglese.

    Secondo l’autore italiano, Fantabiologia = “Vicende in cui l’elemento fantastico aderisce all’ambito delle scienze biologiche, andando a toccare aspetti quali la genetica, la biochimica o la fisiologia di organismi viventi reali o immaginari.
    In senso esteso, una prospettiva fantabiologica può includere eventuali forme di vita extraterrestri (astrobiologia) o anche sistemi biologici il cui funzionamento violi il “dogma” di Crick (xenobiologia).”

    Secondo me, una traduzione vera e propria non c’è. Abbiamo (io e l’autore) deciso di prendere la parola in prestito (nella forma anglicizzata di “fantabiology”) con una spiegazione. Ho trovato (pochi) esempi dell’uso di “fantabiology” già in inglese (legati sempre alla narrativa italiana).

    Se hai qualche parere in merito, sarei molto interessato a saperlo!

  4. Licia:

    @Kevan, ho provato a pensarci ma non mi viene in mente niente di utile. In questo caso il fanta- di fantabiologia non è del tipo descritto qui sopra ma rimanda invece al fanta- di fantascienza e quindi al fiction di science fiction, però biology fiction mi pare sia già usato come categoria commerciale per i libri divulgativi su temi biologici (esempio) e non è sufficientemente accattivante.

    Fantabiology invece mi fa pensare al genere fantasy con tematiche biologiche – in italiano c’è chi l’ha chiamato bio-fantasy (esempio) e immagino sia diverso da fantabiologia.  

  5. John Dunn:

    Sono d’accordo che una tradizione vera e propria di fantabiologia non c’è. Però il parallelismo con fantacalcio/fantasy football suggerisce fantasy biology. Forse:
    Fantasy biology films
    The cinematic genre of fantasy biology (in Italian fantabiologia).

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