70 anni di ufo (con noi dal 1947)

Per festeggiare i 100 anni del Vocabolario Zingarelli il profilo Twitter di Zanichelli sta pubblicando 100 parole entrate nell’uso in ciascuno degli anni del dizionario. Per il 1947 la scelta è caduta su ufo

Nel 1947 a Roswell (New Mexico) precipita uno strano oggetto. Poco dopo nasce la parola #Ufo (Unidentified Flying Object, oggetto volante non identificato).

Sarei curiosa di sapere quanti italiani riconoscono ancora la parola ufo come anglicismo, acronimo di Unidentified Flying Object, e quanti invece ignorano la sua origine (meno palese da quando la grafia prevalente non è più UFO ma ufo, con le minuscole come qualsiasi nome comune italiano). 

Prestiti acclimatati e integrati

Da tempo ormai ufo è una parola completamente acclimatata nel lessico italiano: è facilmente compresa e usata dalla maggior parte dei parlanti. Si è anche rivelata piuttosto produttiva, basti pensare a ufologo, ufologia e ufologico.

Ufo ha comunque ancora il plurale invariato, caratteristica tipica dei forestierismi: come gli ufo si comportano anche i mango, i kimono, i gazebo. Non si può però escludere che in futuro ci sia un adeguamento alla morfologia italiana e venga preferito il plurale ufi (cfr. gli euro vs gli euri). In questo caso ufo diventerebbe anche un prestito integrato, come drone e altri esempi descritti in Grafia e pronuncia degli anglicismi: drone

A proposito di ufo…

Nell’immagine scelta da Zanichelli non manca la mucca rapita dagli extraterrestri. È un classico che si ritrova anche nel video che mi ha dato lo spunto per Gattini pucciosi, alieni e cataloghi IKEA! Chissà, forse le vittime del fenomeno, noto in inglese come cow abduction [by aliens] sono mucche e non altri animali anche per via di una filastrocca che fa parte della cultura popolare e che ha come verso The cow jumped over the moon (nuovo post).

“Ufo kidnapping a cow in Dresden”
Immagine da 10+ Random Acts Of Genius Vandalism

L’oggetto volante non identificato ovviamente non ha nulla a che fare con l’espressione mangiare a ufo, “senza pagare, a spese altrui”, la cui origine però è ignota.


Altri dettagli (il plurale di ufo, l’alternativa OVNI, la parola macedonia blurfo…) nei commenti qui sotto.


9 commenti su “70 anni di ufo (con noi dal 1947)”

  1. Daniele A. Gewurz

    “l’espressione mangiare a ufo, “senza pagare, a spese altrui”, la cui origine però è ignota.”

    E infatti il Treccani, lo Zingarelli e altri confermano (il primo chiosa addirittura “etimo ignoto: quelli proposti sono tutti più o meno fantasiosi e mal sostenibili”). Invece il Devoto-Oli si sbilancia di più: un’edizione vecchia riportava “prob.” la versione di *ad usum fabricae*. Quella recentissima, curata da Serianni e Trifone, ne riporta una che non avevo mai sentita: “Adatt. del sett. uf, da luf ‘lupo’, con interpretazione di l- come art. e con sign. fig. di ‘fame, voracità’
    DATA sec. XVII.”

  2. Elio:

    Mi è sempre piaciuto l’italianissimo OVNI (Oggetto Volante Non Identificato) ma non ha mai avuto molto successo.
    È usato anche in Francia: magari proviene da lì.

  3. Asandus:

    Questo mi ricorda com’è nata la parola tir per definire i grossi autoarticolati. In origine era una sigla, TIR, dal francese “Transports Internationaux Réunis” – ma la parola è sopravvissuta di svariati decenni all’associazione TIR, e adesso si usa come sostantivo. Trasportate un ufo con un tir, va’!

  4. Andrea:

    @Daniele, l’origine dall’acronimo “Ad Usum Fabricae” (riferendosi ai pacchi, destinati alla fabbrica del Duomo di Milano, che arrivavano sulle chiatte lungo il Naviglio) era quella che credevo ormai accettata da tutti. Mi sorprende il fatto che non ci sia accordo tra i dizionari.
    Personalmente, mi ricordo mia nonna, milanese da generazioni, che usava spesso l’espressione, tra l’altro enfatizzando molto la F (suonava più come “a uffo”).

  5. bubupfi:

    Confermo che anche in provincia di MILANO si uso tra i sempre meno utilizzatori del dialetto l’espressione ” A UFF ” per qualcosa non pagata , gratis .

  6. zop:

    Sull’acclimatamento totale di ufo che dpende anche dal fatto che termini in vocale, hai ragione, e forse pesa anche l’analogia con il mangiare a ufo. Il fatto di scriverlo minuscolo è poi un’ulteriore conferma che riguarda anche altre sigle che quando diventano comuni fanno quella fine, mi viene in mente per per es. laser. Sulla possibilità dell’adattamento di genere invece sono scettico, anche gli “euri” è adattamento dal basso ma solo scherzoso, e quando c’è stata l’introduzione della moneta ci sono stati dibattiti in proposito, e sul plurale in i si erano espressi in molti, da Severgnini all’accademia della Crusca. Ma la battaglia è persa, e non credo si possa tornare indietro.

    @ Elio: OVNI si dice non solo in Francia, anche in Spagna, Portogallo e nella maggior parte dei paesi dove si adotta l’ordine delle sigle alla struttura locale, come SIDA per AIDS.

  7. Elio:

    Aggiungiamo altro termine tecnico: i “blurfo” che vengono spacciati per astronavi aliene quando invece sono quasi sempre insetti fotografati mentre volano!

  8. Licia:

    Grazie per tutti i dettagli molto interessanti!

    Sull’espressione italiana a ufo aggiungo che il Sabatini Coletti ipotizza eventuale origine onomatopeica, un dettaglio che mi sembra coerente con la F enfatizzata in Lomardia. Difficile comunque che si possa risalire con certezza all’etimologia se l’espressione era usata solo nel parlato e quindi non ne rimangono tracce scritte.  

    Sugli oggetti volanti non identificati, temo che OVNI fosse penalizzato in partenza perché, anche se non facciamo fatica a pronunciarlo, la sequenza VN risulta anomala in italiano. Ufo invece è una parola di tipo V-CV, cfr. C’è rima e rima.

    Sulla trasformazione di ufo da acronimo a parola, può essere interessante notare che a differenza dell’italiano in inglese invece tutti i dizionari riportano UFO in maiuscole. Può essere pronunciato sia come initialism, e cioè lettera per lettera /ˌjuː ef ˈəʊ,/, che come acronym, e cioè come parola /ˈjuːfəʊ/.

    Sempre in inglese, si nota la differenza con laser che invece fin dall’inizio è stato scritto prevalentemente con le lettere minuscole e sempre pronunciato come parola, quindi non è palese che si tratti di un acronimo (light amplification by stimulated emission of radiation), a sua volta modellato su maser. Dettagli in Etimologia di taser.  

    Infine, blurfo (blurry UFO) è bellissimo. Peccato avere eliminato tutte le foto con insetti volanti sfuocati perché altrimenti avrei potuto aggiungerne una e dire che ho visto un blurfo!!

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