Parole taglienti

Striscia di Zits di oggi, protagonisti Jeremy e la sua ragazza Sara: 

sharp words

In inglese e in italiano c’è una metafora simile, sharp words e parole taglienti, ma credo che un’eventuale traduzione italiana funzionerebbe solo con un adattamento grafico:

Prima vignetta: in inglese è immediato il significato figurato di chick (“ragazza”, che per alcuni ha connotazioni scherzose e per altri offensive) mentre in un contesto italiano vedremmo solo un grazioso pulcino. Si potrebbe pensare di disegnare una pollastrella, ma non credo verrebbe identificata come tale e invece verrebbe in mente gallina, irrispettoso e fuori luogo detto da Jeremy.
Suggerimenti per un’immagine alternativa, associabile a una parola che potrebbe essere effettivamente usata da un adolescente italiano?
[nota: Jeremy non è mai volgare, cfr. commenti]    
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Seconda vignetta: se ci fosse un intervento grafico, ne approfitterei per eliminare lo spillo e la puntina. In inglese, infatti, sharp può descrivere anche una punta (ad es. sharp pencil) mentre in italiano distinguiamo tra lame e punte (acuminate o aguzze) e coesistono le espressioni parole taglienti e parole pungenti.   

Altri esempi di strisce di Zits difficili da tradurre: Animali volanti e decodifiche aberranti e Pronuncia intraducibile?

13 commenti su “Parole taglienti”

  1. Stefano:

    Uhm… Uhm! Sai che non ho idea di che cosa direbbe un italiano al posto di “chick” senza diventare greve? Alla fine, al posto del pulcino mi immagino un fico o uno gnocco con la gonna e una lunga chioma, ma a quel punto in vignetta due ci vedrei iconografie da guerra termonucleare, altro che lamette!

  2. Licia:

    @Stefano, ooops, mi sono dimenticata di specificare, per chi non conosce Zits, che Jeremy è un tipico adolescente, ma non è mai volgare o irrispettoso. Ora aggiorno il post. Scusa, l’avrei dovuto dire piu chiaramente.

    Una vignetta con Jeremy che avevo aggiunto al post Tradurre obscenicon? #$*%@!!:

  3. Watkin:

    Aggiungo: quanto è italiano “pollastrella”? Io l’ho sentito dire solo nei film, e questo mi fa sospettare che sia meramente “chick” in doppiaggese…

  4. Licia:

    @Watkin, infatti, sembra proprio una parola tradotta dall’inglese e dubito che ci sia qualcuno che effettivamente la usi in una situazione reale, se non con intento fortemente ironico. Il significato figurato di pollastra è registrato in tutti i dizionari, peccato che le note etimologiche indichino l’entrata in uso nella lingua solo per il significato letterale, l’animale.
    A favore di una possibile origine “autoctona”, la nutrita presenza in italiano di associazioni volatile-persona come oca, civetta, allocco, barbagianni, merlo, tordo, ecc., tra cui anche la forma maschile pollastro che dubito possa essere un calco dall’inglese.

  5. Stefano:

    Oh, ma non c’è niente da scusarsi: io non è che avessi fatto quelle “proposte” perché non sapevo che Jeremy non è mai volgare. Il punto è proprio che non mi viene un corrispondente italiano di “chick” che non sia greve. Ho l’impressione che, al livello di registro di “chick”, noi al massimo diremmo “bella”. Dopodiché si scende di registro e… apriti cielo

  6. Licia:

    @Stafano, davvero è difficile trovare una descrizione rappresentabile con un’immagine e che possa essere interpretata in modo diverso da persone diverse!

  7. Francesco:

    C’è da dire che “pollastrella” (la prima papabile traduzione che mi è venuta in mente ancor prima di leggere il testo del post) può suonare old-fashioned, però forse ricalcherebbe lo stile non volgare di Zits, quasi un adolescente d’altri tempi…

    Sul concetto molto usato di chick segnalo l’attitudine ad essere considerati un chick magnet (qui in versione ironica)!

    Su possibili traduzioni avrei almeno una ventina di alternative (anche a seconda delle varie regioni) ma non mi sembra questo il contesto adatto per elencarli! 😛

  8. rossa:

    Quando sento “pollastrella” deduco immediatamente che la fonte è americana, e lo sento “strano” solo se non fa parte di una traduzione, altrimenti è così consolidato (da qui il considerarlo old-fashioned) che mi pare perfettamente a posto. Quindi l’unica correzione grafica che adotterei sarebbe la sostituzione del pulcino con un esemplare più adulto e decisamente femminilizzato.
    Da un bel po’ sento e leggo dappertutto “chick lit”, ormai praticamente d’uso comune almeno tra chi parla di libri, e sono “rimasta sconvolta” a vederlo tradotto qui “letteratura per gallinelle” (quando per noi italiani le gallinelle sono solo volatili o pesci o funghi).

  9. Licia:

    @Francesco, molto divertenti i link!

    @rossa, davvero, letteratura / narrativa per gallinelle lascia alquanto perplessi!

    E grazie a entrambi per il contributo. A proposito dell’immagine della pollastrella, che sarebbe la soluzione migliore e che funzionerebbe benissimo come parola in un testo, io continuo a non essere convinta che come immagine, per quanto femminilizzata, funzionerebbe.

    Credo sia poco probabile che a un lettore italiano venga in mente proprio pollastrella; penso invece che, anche solo per questioni di frequenza nel lessico, sia inevitabile l’associazione con la parola gallina, che non può avere connotazioni anche neutre o affettuose come il chick inteso da Jeremy. Conoscendo i personaggi della striscia, immagino che il lettore si pollastrelladomanderebbe perché mai Jeremy debba dare della gallina a Sara. Forse, ragionandoci sopra dopo aver letto l’intera striscia, cercherebbe dei sinonimi e arriverebbe al pollastrella, ma l’effetto umoristico per essere efficace dovrebbe essere immediato.

    Magari mi sbaglio, ma credo che l’associazione con gallina del lettore italiano possa essere influenzata dal personaggio della gallina Marta di Lupo Alberto (e qui entrano in gioco le conoscenze enciclopediche).

  10. Francesco:

    Nel dormiveglia di stamane (giuro!) mi è venuto in mente anche “sgallettata”, anche se è un apprezzamento un po’ pesante [ma c’è di peggio]…

  11. Licia:

    @Francesco, sgallettata funziona, anche se il significato può essere anche parecchio dispregiativo (“eccessivamente disinvolta o sguaiata”).

    PS Mi auguro che il mio blog non faccia venire anche gli incubi!!

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