Lava, lapilli, turbinanti nubi di cenere vulcanica…

Finora il 2010 è l’anno dei vulcani, prima a causa dell’eruzione dell’impronunciabile Eyjafjallajökull* in Islanda e al caos nei cieli europei che ne è conseguito e, in questi giorni, al 30º anniversario dell’eruzione di Mount St. Helens (Stati Uniti), di cui The Boston Globe pubblica una serie di foto davvero impressionanti.

Guardando le immagini di Mount St. Helens ho pensato subito al verbo billow, che in inglese sembra immancabile quando si descrivono vulcani che sprigionano nubi di cenere, e infatti l’ho trovato nella prima didascalia, in un’altra foto e nei commenti!

Ash billows from the crater where the summit of Mount St. Helens had been only hours earlier during a huge eruption on May 18th, 1980. - The Boston Globe

Billow è un verbo inglese che mi piace molto ma che non ha un equivalente italiano: descrive fumo o vapore che sale in grandi quantità, a ondate, e dà l’idea di una massa che si gonfia e si dilata. I dizionari lo traducono con “fluttuare in grandi volute”, “levarsi a ondate” e simili, e ho visto billowing ash cloud reso con “turbinanti volute di cenere” (qui) e “torreggianti nubi eruttive” (qui), ma rimane comunque difficile riprodurre l’efficacia della singola parola inglese, che etimologicamente è legata anche a bellows, il mantice.

Passando alla terminologia scientifica sui fenomeni vulcanici, si notano altri dettagli interessanti, ad esempio in inglese ci sono parecchi prestiti dall’italiano quali fumarole (singolare!), lava, lapilli e solfatara, eponimi come Plinian eruption (eruzione pliniana) e termini che derivano da toponimi italiani come Strombolian eruption (eruzione stromboliana) e Vulcanian eruption (eruzione vulcaniana).

Sia in inglese che in italiano si trovano inoltre prestiti da varie lingue parlate in luoghi con fenomeni vulcanici, ad esempio caldera e hornito dallo spagnolo, maar dal tedesco, l’eponimo lacrime di Pele (Pele’s tears) e i tipi di lava aa e pahoehoe dall’hawaiano, il termine lahar, di origine indonesiana, e l’islandese jökulhlaup, un’inondazione causata da un vulcano che fa fondere un ghiacciaio (come quella dello scorso aprile in Islanda). 
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Le definizioni dei termini, visualizzabili al passaggio del mouse, sono tratte dal sito Stromboli online, dove si possono consultare fotoglossari di termini vulcanologici in italiano, inglese, tedesco e… friulano!

Nuovo post: Fenomeni vulcanici: laze, vog e spatter


* In inglese, istruzioni sulla pronuncia di Eyjafjallajökull:

2 commenti su “Lava, lapilli, turbinanti nubi di cenere vulcanica…”

  1. Licia:

    @Enrico, grazie, davvero bello, da 00:51 a 01:01 rende benissimo l’idea di billowing

    Come sai l’Islanda mi è piaciuta tantissimo e ci tornerei volentieri, specialmente per vedere il famigerato Eyjafjallajökull… La zona ritratta è sicuramente quella a sud del vulcano, vicino alla costa, che i turisti conoscono bene perché c’è la cascata Seljalandsfoss (quella dove ci si può camminare dietro e che il mese scorso si è vista in molte foto dell’inondazione; probabilmente quella che appare nel video, con volumi di acqua decisamente aumentati rispetto a quando l’ho vista io). La carcassa dell’aereo devo averla già vista in un video dei Sigur Rós e anche quella dovrebbe essere da quelle parti.

    Aggiungo una risorsa in tema: Icelandic-English glossary of selected geoscience terms.

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