Eponimi inglesi (e capi di abbigliamento)

L’articolo 30 words inspired by 29 people and an elephant elenca parole inglesi che derivano da nomi propri. È un fenomeno linguistico noto come eponimia (“la designazione di un movimento, un periodo, un organo anatomico, una malattia o altro col nome di un personaggio, di uno studioso, di uno scienziato e simili”).

Molti eponimi sono anche internazionalismi, come ad es. le parole italiane pastorizzazione, ghigliottina, sadismo, masochismo. La grafia adattata può rendere l’etimologia poco trasparente, come nel caso di linciare (dal capitano americano W. Lynch) e di boicottare (dal capitano inglese C.C. Boycott).

In inglese parecchi capi di abbigliamento rimandano a nomi propri di persona o luogo. Oltre a cardigan, leotard, wellingtons, raglan sleeve, citati nell’articolo, mi vengono in mente anche balaclava, bermuda, panama (hat), plimsoll, spencer, teddy, stetson e trilby (e sicuramente ce ne sono molti altri).

Invece il giaccone che in italiano si chiama montgomery, dal nome del generale, in inglese è duffel coat. Altro falso amico è smoking, in inglese tuxedo (dal Tuxedo Park country club), che mi ha fatto ricordare un errore che ho visto recentemente sul Corriere quando è stata riportata la notiziola che era morto Socks, l’ex gatto dei Clinton. Un riferimento in inglese:

Socks was what feline-lovers call a tuxedo cat – mostly black with white down the front and belly and on his feet, suggesting a fashionable dandy in a black satin evening jacket with a snowy shirt peeping out. (Huffington Post)

Il giornalista Elmar Burchia in Morto Socks, il gatto dei Clinton non ha capito che in inglese americano tuxedo cat è l’espressione usata per descrivere i gatti bianchi e neri come Gatto Silvestro e ha pensato invece che si trattasse di una razza:

articolo del Corriere

Definizione di eponimia dal Vocabolario Zingarelli


Gerrymandering

salamandraNon è un capo di abbigliamento e non è un internazionalismo, ma ha un’origine molto particolare l’eponimo gerrymandering (meno comune jerrymandering), che negli Stati Uniti indica la pratica di stabilire i confini dei collegi elettorali in modo da favorire un partito o un candidato.

immagine intitolata “Gerrymandering, explained” che mostra con 4 diversi grafici in cosa consiste la pratica di suddividere i collegi elettorali

Gerrymandering è una parola macedonia nata nel 1812 dalla sintesi del nome proprio Gerry, dall’allora governatore del Massachusetts Elbridge Gerry, e di salamander, per la forma tortuosa che aveva assunto un collegio elettorale dopo che era stato ridisegnato per agevolare il partito di Gerry. Un giornale dell’epoca aveva pubblicato la mappa, a cui aveva aggiunto lingua e zampe, con il titolo The Gerry Mander, nome poi entrato nel lessico americano per identificare questa discutibile pratica politica.

immagine del distretto elettorale che nel 1812 ha dato origine alla parola "gerry-mander". Testo in inglese: The “Gerry-Mander” cartoon first appeared in the Boston Gazette, March 26, 1812, and was quickly reprinted in Federalist newspapers in Salem (this copy is from the Salem Gazette from April 2, 1813) and Boston. The cartoon expressed opposition to state election districts newly redrawn by Massachusetts’ Jeffersonian Democratic-Republican Party, led by Governor Elbridge Gerry. Fearing that the Federalist Party would gain power in the 1812 election, Gerry consolidated Federalist voting strength in a salamander-shaped voting district. The practice—though not invented by Gerry—became known as a “gerrymandering”

7 commenti su “Eponimi inglesi (e capi di abbigliamento)”

  1. Luigi Muzii:

    Ad essere pedanti, “tuxedo” dovrebbe essere americano. Il lemma britannico dovrebbe essere “dinner suit” (o “jacket”, per l’estate), anche se ormai la commistione è pressoché totale.
    È curioso che, negli inviti formali, non solo da noi, si usi “black tie”.
    “Smoking”, peraltro, dovrebbe far riferimento a quella che, in Italia, si chiama “giacca da camera”, ma che è molto meno elegante della “smoking jacket” inglese, essendo per lo più in panno di lana, color cammello, e con la cinta anziché in broccato, per lo più cremisi, e con alamari.

  2. Licia:

    @Luigi Muzii, da tempo tuxedo è usato anche in Europa, ad es. ai vari Christmas Party irlandesi (o feste black tie simili) i miei colleghi noleggiavano tuxedo, e nessuno di loro era americano 😉

    Nel caso della svista del Corriere, comunque, penso che le eventuali differenze di materiali o fattura tra un modello e l’altro siano del tutto irrilevanti…

  3. Luigi Muzii:

    Oddio, ci si sposa pure in tuxedo, anche turchese, magari.
    Una volta ho letto (e se qualcuno sapesse citare correttamente testo e autore gliene sarei grato) che la differenza tra la classe e la ricchezza sta nel tuxedo, che si possiede e non si noleggia.
    E a proposito di Corriere, il riferimento alla smoking jacket era per Hugh Hefner che ne indossava una, appunto stonata, a Sanremo.

  4. Fran:

    in Inghilterra “classe” e “Xmas party” sono praticamente incompatibili!!!

  5. Licia:

    @Luigi Muzii: grazie per la precisazione, però non mi pare in tema con l’argomento del post.

    @Enrico: bentornato anche a te!

    @Fran, direi anche in Irlanda… 😉

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