Trump, demenza e senilità: falsi amici

Titolo del sito americano The Verge su un comportamento anomalo in alcuni risultati di ricerca di Google (la sintesi generata dall’IA non appare se al nome Trump è associata la parola dementia o altre equivalenti):

Titolo in inglese: Google is blocking AI searches for Trump and dementia

La notizia è stata ripresa anche da alcuni media italiani con traduzioni letterali poco informate che non riconoscono alcune differenze di significato tra italiano e inglese. Esempio:

Titolo in italiano: Google blocca le AI Overview su Trump e la demenza? Didascalia: Google non mostra panoramiche AI per le ricerche su Trump e la demenza, mentre offre risposte dettagliate per Biden e Obama

Dementia ≠ demenza

Chi legge in italiano probabilmente interpreterà la parola demenza con il significato prevalente nel linguaggio comune di idiozia, mancanza di buon senso, insensatezza, follia.   

In inglese invece dementia viene usato principalmente nel senso medico di decadimento grave e irreparabile delle facoltà intellettive. Spesso con dementia si intende demenza senile, un declino mentale irreversibile legato all’età (Trump ha 79 anni).

L’italiano demenza condivide l’accezione medica dell’inglese, ma va osservato che in questo senso solitamente appare con una specificazione (ad es. demenza precoce, d. frontotemporale, d. vascolare, d. neurogenerativa), come già descritto in Potenziali falsi amici: dementia e demenza con ulteriori dettagli.

Mental acuity ≠ stato mentale

Nelle traduzioni in italiano ci sono anche altri elementi che fanno pensare che non sia stato del tutto compreso che i risultati anomali di Google riguardano il presunto deterioramento cognitivo di Trump e non uno squilibrio mentale. Alcuni esempi:

Google appears to have blocked AI search results for the query “does trump show signs of dementia” as well as other questions about his mental acuity, even though it will show AI results for similar searches about other presidents. […] When making the search about President Trump, AI Overviews will display a message that says, “An AI Overview is not available for this search”

Google ha introdotto restrizioni mirate nella funzione di ricerca con intelligenza artificiale, limitando la generazione automatica di riassunti per alcune query che riguardano lo stato mentale di Donald Trump.

Quando gli utenti cercano espressioni come “Trump mostra segni di demenza” il motore non restituisce la consueta panoramica AI ma un messaggio standard.

Similar searches about Trump are limited in the same way. Various queries about dementia, Alzheimer’s, and senility display no AI overview and only produce a list of links inside AI Mode. Il blocco interessa diverse varianti di ricerca che associano il nome del presidente statunitense a termini come demenza, Alzheimer o senilità.

Mettere in dubbio la mental acuity di Trump significa porsi domande sulla sua acutezza e lucidità (capacità intellettuali), in italiano invece stato mentale può far pensare a problemi psichiatrici e rafforza l’interpretazione demenza = follia, esplicita in questo titolo:
Titolo: Google limita le risposte dell’IA sulle ricerche legate alla salute mentale di Trump

Inoltre, nel testo inglese vengono descritte come similar searches le tre parole chiave dementia, Alzheimer’s, and senility. Chi ha tradotto non ha capito che invece in italiano demenza, Alzheimer e senilità non possono rappresentare varianti per lo stesso tipo di ricerca perché non sono parole equivalenti. In particolare, senility avrebbe dovuto far riflettere.

Senility ≠ senilità

Nel lessico comune inglese l’accezione prevalente di senility è di declino mentale legato alla vecchiaia, spesso nel senso spregiativo di rimbambimento. Una nota d’uso del dizionario americano Merriam-Webster conferma che senility e dementia denotano concetti equivalenti ma con connotazioni diverse:

senility: the physical and mental decline associated with old age, especially: the deterioration of cognitive functioning associated with old age. Note: Due to its negative implication that cognitive decline is part of the normal aging process, use of the term senility is now typically avoided in medical contexts and may be considered offensive in general contexts. Dementia is usually considered the appropriate term to use when describing the serious progressive cognitive decline that most commonly affects older adults.

In italiano invece senilità è una parola più formale di vecchiaia per l’ultima fase della vita, non implica riferimenti alle facoltà mentali e normalmente non ha connotazioni negative. Nell’accezione medica indica l’insieme dei caratteri morfologici e funzionali propri dell’organismo umano in età avanzata e, a differenza dell’inglese, non è mai un termine da evitare a favore di demenza.

Anche un riferimento letterario ribadisce la mancata corrispondenza tra senility e senilità: il titolo del romanzo di Italo Svevo era stato tradotto in inglese con As a Man Grows Older (1932), a quanto pare su suggerimento di James Joyce.


Vedi anche: Potenziali falsi amici: dementia e demenza, dove ho già accennato alle differenze tra senile /ˈsiːnaɪl/ in inglese e senile in italiano, ad es. go senile è simile a rimbambire.


Qualche giorno fa Trump si è rivolto a più di 800 alti ufficiali delle forze armate statunitensi in un intervento pieno di digressioni che presumo abbiano contribuito ad aumentare le ricerche sulla sua lucidità. Un esempio:

Trump ha affermato più volte che le sue parole non sono sconclusionate ma che si tratta invece di un espediente retorico che ha chiamato the weave.

7 commenti su “Trump, demenza e senilità: falsi amici”

  1. Brenda

    Devo dire che non ho mai sentito utilizzare “demenza” come sinonimo di idiozia o follia, ma sempre nell’accezione di “smemoratezza” o “mancanza di memoria” che è appunto il sintomo principale della demenza senile nell’accezione medica. Del tipo “ma hai la demenza?” per prendere in giro una persona smemorata e che si dimentica di ogni cosa.
    Forse “demente” è più legato a quest’idea di stupidità, per es: “quello lì è proprio un demente, non dargli retta” o frasi simili.
    Per cui devo dire il titolo non mi stona più di tanto, anzi mi sembra una traduzione corretta.

  2. Licia

    @Brenda i media che hanno riportato la notizia però hanno proprio interpretato demenza nel senso di pazzia, cfr. ad esempio i titoli di altri articoli
    Google sta impedendo all’AI di parlare della salute mentale di Trump e
    Google limita le risposte dell’IA sulle ricerche legate alla salute mentale di Trump (ora aggiunto anche qui sopra)

  3. Valentina

    Concordo con Brenda: anche per me il titolo non era fuorviante, ho pensato subito alla demenza senile. Però il resto dell’articolo (soprattutto “salute mentale”) non rispetta il significato dell’inglese.

  4. Silvia:

    A prescindere dall’articolo, sarà per le esperienze vissute con parenti vari, ma per me “demenza” è sempre e solo il declino delle facoltà intellettive e delle capacità cognitive causato da malattie neurologiche o da problemi vascolari, assolutamente non follia.
    “Demente” di conseguenza, usato come epiteto, indica una persona che non capisce, stupida, idiota.( Il folle invece capisce, ma ragiona con altre logiche.)
    E anche senilità – a parte farmi venire in mente con un riflesso pavloviano Italo Svevo – ha intrinseco il significato di deficit cognitivo: col progredire dell’età infatti tutti subiamo un declino cognitivo.

  5. Licia

    @Silvia, grazie per il commento, però sarei più cauta nel generalizzare basandosi esclusivamente sulle proprie esperienze e percezioni personali.

    Nel mio intervento ho descritto il caso specifico dei fraintendimenti di chi ha riportato la notizia in italiano, erroneamente trasformata in una storia sulla salute mentale di Trump. Ho cercato di evidenziare alcune differenze d’uso tra inglese e italiano per parole solo apparentemente equivalenti, in particolare per quel che riguarda le connotazioni che possono avere nel linguaggio comune (la lingua usata contesti generici, non specialistici, quindi anche nei media generalisti). 

    Può essere un esercizio utile pensare a quali parole chiave useremmo in italiano per fare una ricerca simile a quelle degli americani su Trump. Dubito fortemente, ad esempio, che per informazioni sul deterioramento cognitivo di una persona famosa ricorreremmo alla parola senilità, anche perché il declino delle facoltà mentali non è una delle caratteristiche distintive che differenzia il concetto di senilità da altri concetti correlati (anche perché tutte le persone anziane mostrano deterioramento fisico ma non tutte subiscono un evidente declino cognitivo). A questo proposito, per ribadire le differenze tra inglese e italiano riprendo la nota del dizionario Merriam-Webster su senility:

    Due to its negative implication that cognitive decline is part of the normal aging process, use of the term senility is now typically avoided in medical contexts and may be considered offensive in general contexts.
    Dementia is usually considered the appropriate term to use when describing the serious progressive cognitive decline that most commonly affects older adults.

    Credo possiamo concordare che indicazioni simili in italiano per senilità vs demenza sarebbero improponibili.

  6. Kay

    Lavoro da 25 anni in psicogeriatria e mi occupo di demenze, riconosco in Trump dei pericolosi segni di declino cognitivo, soprattutto per quanto riguarda il cambio repentino di umore, la facile mutabilità, la disinibizione verbale. Tutti questi disturbi del comportamento mi inducono a pensare a un declino di natura vascolare. Questi soggetti sono affetti da turbe della circolazione e quindi possono essere straordinariamente lucidi o incredibilmente mutabili, disorientati e con manie di persecuzione riguardo chi non li asseconda e che percepisce come contro. Ci sarebbero tante cose da dire ma un solo pensiero, la patologia è progressiva e che Dio ce la mandi buona!

  7. Licia

    @Kay parere condiviso da molti esperti. Proprio ieri ho visto esempi di noto psicologo americano:

    Davvero, poveri noi!

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